Bergamo, smantellata una rete per i “viaggi sicuri” verso il nord Europa con documenti falsi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una rete criminale, che organizzava viaggi clandestini verso i Paesi del nord Europa fornendo documenti contraffatti, è stata smantellata dagli investigatori della Squadra Mobile di Bergamo. L’attività, che si inserisce nel più ampio fenomeno migratorio proveniente dal Corno d’Africa, è culminata con l’arresto del presunto organizzatore, un uomo intercettato all’aeroporto di Milano Malpensa mentre tentava a sua volta di espatriare con un documento non autentico. L’inchiesta, la quale ha preso le mosse dagli episodi registrati nei mesi scorsi presso lo scalo di Orio al Serio, ha permesso di ricostruire un sistema collaudato per il favoreggiamento dell’immigrazione irregolare.

Le prime segnalazioni dalla frontiera di Orio al Serio

L’indagine, che si è sviluppata progressivamente incrociando una serie di dati operativi, ebbe inizio tra maggio e luglio dell’anno scorso, quando gli agenti dell’Ufficio di Polizia di frontiera di Bergamo arrestarono sei persone nello scalo aeroportuale. Costoro, come accertato dalle verifiche, erano in possesso di documenti di identità falsi, perlopiù carte di identità spagnole, belghe e svedesi, strumenti necessari per eludere i controlli e raggiungere altre nazioni europee. Quei fermi, i quali rappresentarono il primo anello tangibile di una catena più complessa, spinsero gli investigatori a risalire la filiera illecita per individuare i responsabili dell’organizzazione.

La ricostruzione dell’organizzazione illecita

Gli accertamenti, condotti con meticolosità dalla Mobile, hanno delineato i contorni di un’attività criminale strutturata. Il gruppo, stando a quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, si occupava di procurare documenti falsi validi per l’espatrio a cittadini di origine eritrea, facilitandone poi la partenza verso destinazioni del nord Europa attraverso gli aeroporti italiani. Una parte di essi, coloro che venivano fermati, costituiva la prova evidente di un traffico che, altrimenti, sarebbe rimasto sommerso. Le indagini, focalizzandosi sulle connessioni tra gli arrestati e i loro referenti, hanno progressivamente circoscritto il campo, fino a identificare il ruolo di un uomo residente a Milano, considerato il regista dell’intera operazione.

L’arresto del presunto organizzatore a Malpensa

Il culmine dell’operazione si è consumato nell’area imbarchi dell’aeroporto di Milano Malpensa, dove i poliziotti hanno fermato l’uomo, un 46enne di origine eritrea. La cattura, avvenuta mentre cercava di lasciare il Paese, ha di fatto stroncato l’organizzazione. Un elemento decisivo per l’identificazione e la successiva cattura del sospettato sarebbe stato il ritrovamento di una sua mail, un particolare tecnico che ha consentito di incastrarlo. Con questo arresto, per i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e concorso nella produzione di documenti falsi, si chiude un’inchiesta che ha evidenziato le modalità operative di un traffico che sfrutta la vulnerabilità di chi cerca una vita migliore e l’efficienza delle rotte aeree per i propri profitti illeciti.

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