La capriola schizofrenica della Commissione con il pacchetto Omnibus
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Redazione Economia
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Mercoledì scorso, la Commissione europea ha presentato un piano ambizioso, il Clean Industrial Deal, accompagnato da un pacchetto di proposte di semplificazione burocratica noto come Omnibus. L’obiettivo dichiarato è duplice: decarbonizzare l’industria e sostenere la manifattura di tecnologie pulite, riducendo al contempo gli oneri amministrativi per le imprese. Una mossa che, a prima vista, sembra contraddittoria: semplificare norme che la stessa Commissione ha contribuito a complicare negli anni.
La presidente Ursula von der Leyen, durante la conferenza di presentazione, ha sottolineato l’urgenza di “togliere i freni alle imprese”, soprattutto in un contesto globale di concorrenza sempre più agguerrita e di costi crescenti. Entro giugno, ha promesso, verranno eliminate alcune delle pastoie burocratiche che rallentano l’adozione di pratiche sostenibili. Tra le novità, spiccano due proposte legislative che mirano a ridurre il numero di aziende obbligate a redigere report di sostenibilità (i cosiddetti report Esg) e a posticipare alcuni adempimenti.
Tuttavia, non tutti hanno accolto con entusiasmo queste misure. Il Global Compact, la più grande iniziativa globale per la sostenibilità aziendale promossa dalle Nazioni Unite, ha espresso perplessità. In una nota, la sezione italiana dell’organizzazione ha ribadito l’importanza di mantenere standard rigorosi in materia di due diligence ambientale e sociale, in linea con i principi internazionali. Una posizione che suona come un monito alla Commissione, accusata implicitamente di aver sacrificato l’ambizione ambientale sull’altare della semplificazione.
La reazione del Global Compact non è sorprendente. Da tempo, infatti, l’iniziativa promuove un approccio pragmatico ma rigoroso alla sostenibilità, basato su trasparenza e responsabilità. Le nuove proposte della Commissione, che riducono gli obblighi di rendicontazione per molte aziende, rischiano di minare questi principi. Eppure, c’è chi vede nel Clean Industrial Deal un’opportunità per trasformare la decarbonizzazione in un volano di crescita economica, soprattutto per le piccole e medie imprese che spesso faticano a sostenere i costi della transizione verde.




