Bimbi israeliani decapitati (che nessuno ha visto): tre linee dei giornali italiani

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Prima l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, ora lo scoppio dell’ennesimo conflitto tra Hamas e Israele. Da due anni il tema del racconto di guerra è centrale nel giornalismo italiano, con il relativo rischio di incappare in fake news e le relative scelte di linguaggio e tipo di narrazione da adottare. Negli ultimi giorni si è infiammato il dibattito su una notizia che ha cominciato a girare il pomeriggio di martedì 10 ottobre: il massacro di civili avvenuto per mano di Hamas nel kibbutz di Kfar Azza, a pochi chilometri dalla Striscia di Gaza.

Mette in dubbio la «decapitazione dei bambini» nel kibbutz di Kfar Aza, critiche al prete bresciano«Messa in dubbio la decapitazione dei bambini». Il riferimento è all’ipotesi che i piccoli massacrati da Hamas nel kibbutz di Kfar Aza, nel sud di Israele, non siano stati decapitati ma uccisi. Come se ci fosse differenza, come se la barbarie venisse giustificata o, peggio, cancellata. Il post, pubblicato da un noto parroco bresciano particolarmente attivo su Facebook, è stato prima pubblicato e nel giro di breve tempo, dopo i vari commenti, cancellato.

Il sangue dei bimbi, il cane che presidia il lettino: ecco le immagini della casa assaltata nel kibbutz - Il videoC’è un video fra i tanti girati o raccolti dai militari israeliani quando sono arrivati nei kibbutz presi d’assalto dai miliziani di Hamas che più di ogni altro rende chiaro l’orrore di quel che è accaduto. Non ci sono cadaveri, né immagini da oscurare per pietà e per questo lo pubblichiamo integrale. Sono le immagini girate all’interno di una abitazione israeliana nel kibbutz di Kfar Aza, dove alla fine dell’assalto sono state trovate 200 vittime, e fra loro 40 bambini massacrati.

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