Bambini decapitati a Kfar Aza: il governo israeliano fa marcia indietro

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La notizia dei bambini decapitati dai miliziani di Hamas nel kibbutz Kfar Aza è diventata un caso internazionale. Il governo israeliano continua a contraddire le sue dichiarazioni. L'ultima marcia indietro è avvenuta con la CNN, che ha rilanciato le dichiarazioni di una portavoce di Bibi Netanyahu. Un funzionario israeliano non ha confermato l'affermazione specifica secondo cui gli aggressori di Hamas avrebbero tagliato la testa ai bambini durante l'attacco.

Le informazioni sono state inizialmente diffuse da una tv israeliana, che ha fatto riferimento a decine di bambini uccisi, con alcuni - neonati compresi - decapitati. Le informazioni non sono state confermate nel dettaglio dalle forze armate israeliane. Un alto ufficiale, intervenuto sul luogo, ha fatto riferimento a "scene mai viste" senza fornire dettagli ulteriori.

Sabato 7 ottobre Hamas ha lanciato l'attacco a Israele, lanciando migliaia di razzi da Gaza. Contemporaneamente alcuni militanti hanno fatto irruzione nel kibbutz di Kfar Aza, uccidendo circa 200 persone, tra cui una quarantina di bimbi. Alcuni sarebbero stati decapitati, almeno secondo i primi resoconti. Yossi Landau, capo delle operazioni della Ong Zaka, dopo aver detto di averli visti coi suoi occhi alla Cbs, ora ha fatto un passo indietro.

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