La Corte dei conti indaga sui compensi di Armao, sequestrati i contratti alla Regione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La procura della Corte dei conti ha aperto un'inchiesta sui compensi ricevuti dall'avvocato Gaetano Armao in qualità di consulente giuridico del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. I finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo, coordinati dal colonnello Carlo Pappalardo, si sono presentati negli uffici della presidenza della Regione per acquisire tutta la documentazione relativa ai contratti sottoscritti con Armao.

L'iniziativa della magistratura contabile si muove in parallelo all'indagine penale della procura ordinaria di Palermo, che ha iscritto l'ex vicepresidente della Regione nel registro degli indagati con l'accusa di corruzione, chiedendone la custodia cautelare in carcere.

Un doppio incarico da oltre centomila euro all'anno

Armao ricopriva due ruoli paralleli nell'amministrazione regionale. Da un lato era consulente giuridico del governatore Schifani, incarico dal quale si è dimesso non appena ha avuto notizia dell'indagine; dall'altro presiedeva la Commissione tecnico-specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale, organismo scaduto lo scorso agosto e non rinnovato dall'assessore regionale del Territorio e dell'Ambiente, Giusi Savarino. Complessivamente, i due incarichi garantivano compensi che superavano i centomila euro all'anno.

La procura contabile intende ora verificare la legittimità di quei pagamenti, acquisendo contratti, atti e documentazione custodita negli uffici regionali.

L'inchiesta penale e il presunto sistema di tangenti

L'indagine della procura di Palermo, coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia e dall'aggiunto Francesca Mazzocco, ruota attorno a un presunto giro di mazzette che coinvolge manager, imprenditori e professionisti. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Armao avrebbe sfruttato i suoi ruoli istituzionali per intascare denaro in cambio di favori, con l'intermediazione dell'avvocato Pierluigi Matta.

Le somme sarebbero formalmente risultate compensi per consulenze mai effettuate, versate con bonifici sul conto di Matta e poi consegnate in contanti ad Armao. Le immagini riprese dalle telecamere della polizia mostrano gli incontri in automobile durante i quali il denaro veniva passato, generalmente in tranche fino a seimila euro.

Gli episodi contestati e le posizioni degli indagati

Sono tre gli episodi di corruzione contestati dalla procura palermitana. Il primo riguarda presunti favori al gruppo Cva, società valdostana attiva nelle rinnovabili, per i quali Armao avrebbe garantito la rapida trattazione delle pratiche presso la commissione tecnica che presiedeva. Il secondo episodio concerne favori alla Seap Bio Energy per un progetto di impianto a Aragona, nell'Agrigentino.

Il terzo riguarda una tangente di seimila euro che Armao avrebbe ricevuto per fare pressioni su un dirigente dell'assessorato alla Salute, al fine di bloccare un decreto sulle cure palliative a vantaggio della Samo onlus. Nell'inchiesta sono complessivamente nove gli indagati, tra cui il deputato regionale del Mpa Giuseppe Geremia Lombardo, nipote dell'ex governatore Raffaele Lombardo.

Nel corso dell'interrogatorio preventivo davanti al gip, Armao si è avvalso della facoltà di non rispondere, depositando una memoria difensiva e rendendo dichiarazioni spontanee per respingere le accuse, sostenendo che le somme contestate non siano tangenti ma legittimi compensi professionali e prestiti.

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