Caso Almasri, la Corte penale internazionale indaga l’Italia
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Redazione Interno
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La Corte penale internazionale (Cpi) ha aperto un fascicolo che riguarda l’Italia e la sua gestione del caso Almasri, concentrandosi non sulle responsabilità individuali dei membri del governo Meloni, ma sull’operato complessivo dello Stato italiano in seguito alla richiesta di arresto del generale libico Osama Elmasry Njeem. La notizia, diffusa ieri dal portavoce della Cpi, ha riacceso i riflettori su una vicenda che da settimane divide l’opinione pubblica e alimenta polemiche politiche.
Njeem, ex capo della polizia giudiziaria libica, era stato scarcerato in Italia e rimpatriato in Libia nonostante un mandato di arresto internazionale emesso dalla Cpi per presunti crimini di guerra e contro l’umanità. La decisione italiana di non eseguire il mandato, giustificata con motivazioni legate alla sovranità nazionale e alla complessità delle relazioni internazionali, ha sollevato dubbi sulla cooperazione giudiziaria tra Roma e l’Aja.
La reazione del governo italiano all’apertura dell’indagine è stata più moderata rispetto alle accuse lanciate nelle scorse settimane contro i giudici della Cpi, definiti “strumentalizzati” e “lontani dalla realtà”. L’esecutivo, pur difendendo le proprie scelte, sembra voler avviare un confronto costruttivo per chiudere rapidamente la questione, evitando ripercussioni diplomatiche e giuridiche di ampia portata.
Intanto, il caso Almasri è approdato anche in Parlamento, dove le opposizioni hanno sollevato interrogativi sulla gestione del dossier. Gaetano Pedullà, vice capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, ha criticato l’atteggiamento del governo, definendolo “confuso” e poco trasparente. “Prima si scaglia contro la Cpi, poi cerca il dialogo. È evidente il tentativo di delegittimare un’istituzione che combatte crimini di guerra e abusi”, ha dichiarato Pedullà durante un punto stampa a margine della plenaria europea.
La vicenda, oltre a mettere in luce le tensioni tra Italia e Cpi, riapre il dibattito sul ruolo delle istituzioni internazionali nella lotta ai crimini più gravi. Mentre l’indagine procede, restano da chiarire le motivazioni alla base della scarcerazione e del rimpatrio di Njeem, nonché le eventuali conseguenze per l’Italia in termini di credibilità e rispetto degli obblighi internazionali.




