Accertamento fiscale, con il Decreto Omnibus cambiano i controlli

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’accertamento fiscale cambia con gli interventi richiamati dal D.Lgs. 148/2026, che introduce nuovi criteri per alcuni dei passaggi più delicati dell’attività di controllo dell’Amministrazione finanziaria. Le modifiche riguardano in particolare i termini per contestare i componenti negativi con efficacia pluriennale, il perimetro della presunzione di distribuzione degli utili nelle società a ristretta base partecipativa e le garanzie applicabili agli accertamenti fondati sull’antieconomicità. Il nuovo quadro punta quindi l’attenzione su tre aree specifiche dell’accertamento tributario, nelle quali vengono delimitati alcuni automatismi utilizzati nei controlli e assumono maggiore rilievo i presupposti alla base delle contestazioni.

Accertamento fiscale e componenti pluriennali: cambiano i termini

Uno degli interventi riguarda i componenti negativi a efficacia pluriennale, per i quali vengono introdotti nuovi termini di contestazione. Si tratta di uno degli aspetti espressamente interessati dal D.Lgs. 148/2026 nell’ambito delle modifiche alle regole dell’accertamento tributario. Il provvedimento ridefinisce quindi il quadro entro cui possono essere esaminati questi componenti, affiancando tale novità alle altre disposizioni dedicate alle presunzioni sugli utili e alle verifiche basate sull’antieconomicità. L’attenzione ai termini diventa così uno degli elementi centrali da considerare nella lettura delle nuove regole sui controlli fiscali.

Le modifiche non si limitano alla scansione temporale delle contestazioni. Il D.Lgs. n. 148/2026 interviene infatti anche sugli automatismi utilizzati dall’Amministrazione finanziaria, definendo nuovi criteri per l’accertamento tributario. Nel materiale dedicato alle novità viene evidenziato il collegamento tra componenti pluriennali, utili extracontabili nelle società a ristretta base e contestazioni fondate sull’antieconomicità. Sono tre ambiti distinti, ma riuniti nello stesso intervento normativo perché interessati da regole che incidono sui presupposti e sulle modalità con cui possono essere formulate le contestazioni.

Società a ristretta base e utili: il nuovo perimetro delle presunzioni

Un secondo punto riguarda la presunzione di distribuzione degli utili nelle società a ristretta base partecipativa. Il D.Lgs. 148/2026 ne definisce in modo più preciso il perimetro, intervenendo su uno degli strumenti utilizzati nell’attività di accertamento fiscale. Il tema viene richiamato anche con riferimento agli utili extracontabili e alle presunzioni su utili occulti, per i quali le nuove regole delimitano gli automatismi applicabili. L’intervento assume quindi rilievo nel rapporto tra risultati accertati in capo alla società e contestazioni collegate alla distribuzione degli utili ai partecipanti, secondo i presupposti individuati dalla nuova disciplina.

La maggiore definizione del perimetro delle presunzioni si inserisce in un intervento più ampio sulle regole dei controlli. Le novità vengono infatti presentate insieme ai nuovi criteri relativi all’antieconomicità e ai componenti pluriennali, con l’obiettivo di circoscrivere alcuni meccanismi automatici dell’accertamento tributario. Nel nuovo assetto acquista inoltre maggiore importanza la documentazione, indicata tra gli aspetti da considerare alla luce dei criteri più stringenti introdotti. Il punto centrale resta la necessità che le contestazioni siano ricondotte ai presupposti previsti dalle nuove regole, soprattutto quando l’accertamento si fonda su presunzioni.

Antieconomicità, maggiori garanzie negli accertamenti

Il terzo ambito interessato riguarda gli accertamenti fondati sull’antieconomicità. Il D.Lgs. 148/2026 prevede maggiori garanzie e criteri più stringenti per questo tipo di contestazioni, intervenendo quindi sui presupposti che possono essere utilizzati dall’Amministrazione finanziaria nell’attività di controllo. Le nuove disposizioni vengono descritte come un limite ad alcuni automatismi, con particolare attenzione alla necessità di valutare gli elementi alla base dell’accertamento. Anche in questo caso la documentazione assume un peso rilevante, perché il nuovo quadro rafforza l’importanza degli elementi disponibili quando una contestazione fiscale viene costruita sulla presunta antieconomicità di determinate operazioni o comportamenti.

Nel quadro del Decreto Omnibus vengono inoltre richiamate ulteriori modifiche fiscali. Tra queste figura l’estensione del termine relativo alla detrazione IVA fino al secondo anno successivo, mentre sul concordato preventivo biennale vengono segnalati interventi di revisione destinati a renderlo più attrattivo. Per il CPB 2026-2027 cambiano requisiti, esclusioni e regole sul rinnovo, mentre il focus sull’accertamento fiscale resta concentrato sui termini e sui presupposti dei controlli, sull’antieconomicità e sulle società a ristretta base. Sono inoltre richiamati la circolare n. 6/E/2026 dell’Agenzia delle entrate del 6 agosto 2026 e il decreto legislativo n. 138 del 26 giugno 2026 sulla riorganizzazione del sistema degli incentivi alle imprese.

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