Libano sotto attacco, la valle della Bekaa devastata dai raid

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nella valle della Bekaa, in Libano, la situazione è drammatica. I raid aerei israeliani hanno colpito duramente la regione, costringendo migliaia di persone a fuggire dai loro villaggi. La statua di Sharbel, il monaco cristiano e presbitero proclamato santo da Paolo VI nel 1977, veglia sugli sfollati. Sandra Hazale, avvocata locale, coordina i soccorsi a Zahle, una cittadina cristiana della valle. Le 54 chiese cristiane della zona hanno aperto le loro porte per accogliere i rifugiati.

L'escalation della violenza nel sud del Libano ha già provocato centinaia di morti e numerosi feriti, tra cui molti bambini. Mezzo milione di persone sono state costrette a lasciare le proprie case, aggravando ulteriormente la già critica situazione del Paese. A Gaza, dopo un anno di bombardamenti, la situazione è altrettanto critica. La popolazione soffre gravi carenze di cibo, acqua, medicinali ed elettricità, con il rischio imminente di una carestia e migliaia di vittime, soprattutto tra donne e bambini.

Papa Francesco ha definito inaccettabile la situazione in Libano. Le sue parole sono chiare e nette. Intanto, nuovi attacchi israeliani colpiscono la gente di Beirut, che teme di scomparire. Le immagini dei servizi di soccorso libanesi a Maaysra mostrano la devastazione. Il paesino, situato 25 chilometri a nord di Beirut, è stato colpito da un attacco israeliano. Si tratta di un paese a maggioranza sciita in una zona per lo più cristiana. Secondo le autorità libanesi, i bombardamenti di Israele mercoledì hanno ucciso oltre 50 persone. L'esercito israeliano ha confermato che sta conducendo attacchi su tutto il sud del Libano e la valle della Bekaa dopo che un missile balistico sparato da Hezbollah per la prima volta ha raggiunto Tel Aviv senza essere intercettato dalla contraerea.

La situazione è critica e la popolazione è in grave difficoltà. Le chiese cristiane della valle della Bekaa stanno facendo il possibile per accogliere e aiutare gli sfollati, ma le risorse sono limitate.

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