Il tris d'oro di Simona Quadarella e le beffe d'argento all'Italia nel giorno della chiusura degli Europei di Parigi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Simona Quadarella è sempre stata lì, anche quando non era la favorita, ed è così che è diventata una nuotatrice leggendaria. Per qualche istante, nel giorno della chiusura degli Europei di Parigi, è rimasta quasi scioccata. Ha toccato la piastra, ha guardato il tabellone e sul suo volto è comparsa un’espressione stranita, incredula. Non sembrava la faccia di chi aveva appena vinto un’altra medaglia d’oro, la terza in tre gare alla rassegna continentale, quanto piuttosto quella di una ragazza che stava cercando di capire se fosse davvero successo.

Poi, ovviamente, è arrivata la consapevolezza: sì, aveva vinto lei, ancora una volta, completando quella che per molti osservatori e per la stessa atleta romana appariva come una missione impossibile, visti i precedenti sulla distanza dei 400 metri stile libero, un traguardo che non le riusciva facile come gli 800 e i 1500 metri dove, invece, è la regina indiscussa del mezzofondo europeo e mondiale.

La rimonta da campionessa e il record di Pellegrini

La finale dei 400 metri stile libero non era certo una formalità per Simona Quadarella, che sulla distanza più breve del suo repertorio ha dovuto sudare più del previsto per avere la meglio sulle sue avversarie. La gara si è aperta con la tedesca Isabel Gose che ha provato a imporre un ritmo elevato, con la romana che ha tenuto il passo restando sempre a circa mezzo secondo di distanza, senza mai perdere il contatto visivo con le rivali.

Ai trecento metri, la nuotatrice italiana ha cambiato nettamente passo, inanellando una progressione che ha letteralmente tramortito le avversarie, le due tedesche Isabel Gose e Maya Werner, chiudendo con un ultimo cinquanta metri da 29"28 che ha fatto la differenza. Il cronometro si è fermato a 4'01"34, un tempo che vale il nuovo record dei campionati, cancellando il precedente primato di 4'01"53 che apparteneva a Federica Pellegrini e che resisteva da Eindhoven 2008.

Un risultato che rappresenta anche un notevole progresso rispetto al suo precedente personale sulla distanza, il 4'03"35 con cui vinse il titolo europeo a Glasgow nel 2018, e che la proietta sempre più vicina al leggendario record europeo della Pellegrini, il 3'59"15 stabilito a Roma nel 2009. La prestazione è stata di tale spessore che la stessa interessata ha ammesso la propria incredulità, come ha dichiarato ai microfoni di Sky Sport: «A un certo punto non pensavo più di vincere. Gli ultimi cinquanta non si preparano: dai tutto quello che hai.

Ci speravo, ma non me l’aspettavo».

Il terzo triplete in carriera e il primato italiano

Con questa medaglia d'oro, la terza in altrettante finali disputate a Parigi dopo i successi negli 800 e nei 1500 metri stile libero, Simona Quadarella è entrata definitivamente nella storia del nuoto italiano e continentale. La ventisettenne romana ha infatti completato per la terza volta in carriera il triplete europeo nel mezzofondo, dopo esserci riuscita a Glasgow 2018 e a Budapest 2021, un'impresa che nessun'altra nuotatrice era mai riuscita a realizzare prima di lei.

Con l'oro di Parigi, l'atleta delle Fiamme Oro è arrivata a quota undici titoli individuali ai Campionati Europei in vasca lunga, consolidando il suo status di nuotatrice italiana più vincente nella storia della rassegna continentale. La sua capacità di rimanere ai vertici della disciplina con una costanza e una determinazione fuori dal comune è ciò che le ha permesso di costruire un palmarès invidiabile, come lei stessa ha sottolineato con una semplicità che rasenta la filosofia: «Il mio segreto? La costanza. Sono sempre riuscita a rimanere lì».

Dopo l'ennesima impresa, la romana ha già fatto sapere di volersi concedere una meritata pausa, archiviando con soddisfazione questa edizione dei campionati: «Adesso basta, me ne vado in vacanza».

Gli argenti che bruciano: la beffa dei centesimi

Se la giornata di Simona Quadarella è stata un tripudio di gioia, non si può dire lo stesso per alcuni dei suoi compagni di squadra, che nell'ultima serata di gare hanno dovuto fare i conti con l'amarezza di medaglie d'argento sfiorate per un soffio. La beffa più grande è toccata a Benedetta Pilato, che nella finale dei 50 metri rana ha sfiorato l'oro perdendo per un solo centesimo di secondo, fermando il cronometro a 29"94 e cedendo il passo alla lituana Ruta Meilutyte.

Stessa sorte, stessa drammaticità per un solo centesimo, è toccata a Thomas Ceccon nella finale dei 100 metri dorso, dove il campione olimpico e primatista mondiale in carica ha dovuto inchinarsi a un avversario più rapido sul finale, in una gara che sembrava alla sua portata.

Le staffette hanno regalato ulteriori soddisfazioni ma anche qualche rimpianto: la 4x100 mista femminile, composta da Sara Curtis, Benedetta Pilato, Anita Gastaldi ed Emma Virginia Menicucci, ha stabilito il nuovo record italiano in 3'53"60, ma è stata beffata negli ultimi metri dall'Inghilterra, oro in 3'53"50. Poco dopo, la 4x100 mista maschile con Thomas Ceccon, Nicolò Martinenghi, Alberto Razzetti e Carlos D'Ambrosio ha conquistato un altro argento in 3'28"86, chiudendo dietro alla Russia (sotto bandiera neutrale) e davanti alla Francia.

Un finale di campionato che lascia l'amaro in bocca per quei centesimi che, come ha sottolineato Emma Virginia Menicucci, fanno parte dello sport e insegnano a convivere con gli errori e con la sfortuna.

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