La scia di devastazione del ciclone Harry nel Messinese: se ne parlerà stasera a Scirocco
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Redazione Interno
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Nella nuova puntata di "Scirocco", in onda questa sera, si tornerà a parlare del disastro che ha colpito la zona ionica e parte della città, una devastazione causata dal passaggio del ciclone Harry. Emilio Pintaldi, conduttore della trasmissione, avrà in studio – tra gli altri – il sindaco Federico Basile, il direttore generale del Comune Salvo Puccio, il deputato regionale Antonio De Luca e l'ex capo del genio civile Gaetano Sciacca, oltre ai primi cittadini di Roccalumera e Santa Teresa di Riva, Pippo Lombardo e Danilo Lo Giudice. Un confronto che si preannuncia necessario, considerata la gravità dei danni che, oltre a stravolgere il paesaggio, hanno messo in ginocchio interi settori economici, dai lidi balneari alle coltivazioni, proprio alla vigilia di una stagione turistica che in Sicilia inizia con largo anticipo.
Il dramma della costa e la risposta spontanea
Le immagini della strada costiera di Santa Teresa di Riva, crollata in mare sotto la furia delle onde, hanno fatto il gioco del web, sintetizzando con crudo realismo la potenza distruttiva dell'evento. Dati tecnici, del resto, confermano l'eccezionalità del fenomeno: quasi 57 centimetri di pioggia caduti in poche giornate su alcune delle zone più colpite, a cui si sono sommate mareggiate di rara violenza che hanno spazzato via tratti di litorale, cancellando – come è accaduto alla Playa di Catania – persino la sabbia. Uno scenario che ha spinto il governo, guidato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, a dichiarare lo stato di emergenza nazionale, un provvedimento che il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci ha commentato evidenziando la gravità della situazione.
Gli "angeli del fango" e il senso di appartenenza
Accanto alla desolazione, però, si è subito manifestata un'altra realtà, fatta di gesti concreti e di una solidarietà istintiva. Sin dalle prime ore dopo il disastro, infatti, le strade di Santa Teresa di Riva si sono popolate di giovani, molti dei quali hanno imbracciato pale e carriole per iniziare a rimuovere il fango e i detriti, dando vita a quello che è stato definito, non a caso, un vero e proprio esercito di "angeli del fango". "Questa è casa nostra, siamo nati e cresciuti qui e sentiamo il bisogno di renderci utili", ha spiegato uno di loro in un servizio giornalistico, parole che racchiudono un sentire comune e che dimostrano come, nonostante la furia degli elementi abbia portato via attività commerciali e porzioni di lungomare, non sia riuscita a scalfire il legame profondo delle persone con i propri luoghi.
Sopralluoghi e bilanci ancora provvisori
Proseguono intanto, senza sosta, le operazioni di verifica da parte delle autorità competenti, le quali devono fare i conti con un quadro complessivo i cui confini sono ancora da definire con precisione. I sopralluoghi tecnici, condotti non solo nel Messinese ma anche in altre province come quella di Catania, stanno progressivamente mappando l'entità dei crolli, delle frane e delle inondazioni, un lavoro meticoloso che precede la pianificazione degli interventi di ripristino. Si tratta di una fase delicatissima, in cui la conta dei danni – già di per sé impressionante – deve tradursi in progetti esecutivi e in tempistiche certe, un percorso che la trasmissione di stasera cercherà senza dubbio di chiarire, interrogando direttamente coloro che hanno la responsabilità di guidare la ricostruzione.




