Camminare a lungo una volta al giorno protegge il cuore più di tante passeggiate brevi
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Redazione Salute
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La scienza sembra ribaltare uno dei miti più radicati nel campo del benessere, quello dei diecimila passi quotidiani, suggerendo che la qualità della camminata, la sua continuità, possa contare assai più della mera quantità dei passi compiuti nel corso della giornata. Un nuovo studio internazionale, coordinato da Borja del Pozo Cruz dell'Università Europea e pubblicato dall'American College of Physicians sugli "Annals of Internal Medicine", ha infatti rivelato come accumulare i propri passi in un'unica, prolungata sessione di marcia offra una protezione significativamente superiore contro la mortalità e le malattie cardiovascolari, le cosiddette CVD, rispetto a chi, pur raggiungendo un numero simile di passi, li distribuisce in brevi e frammentate passeggiate.
La durata come fattore decisivo
La ricerca, che ha coinvolto un campione di quasi trentaquattromila persone nel Regno Unito generalmente sedentarie e con un livello di attività fisica – inferiore agli ottomila passi al giorno – considerato non ottimale, ha messo in luce dati inequivocabili. Coloro i quali, pur partendo da una condizione di inattività, sono riusciti a concentrare i propri sforzi in sessioni continue della durata minima di dieci o quindici minuti, hanno registrato una riduzione del rischio di incorrere in eventi cardiovascolari avversi che può arrivare fino a due terzi. Un vantaggio, questo, che si è dimostrato nettamente superiore a quello osservato in chi, pur muovendosi, interrompeva il proprio cammino ogni cinque minuti, spezzettando l’attività in micro-spostamenti che, sebbene utili, non sortiscono gli stessi effetti protettivi per il muscolo cardiaco.
Oltre il conteggio ossessivo dei passi
Nell'epoca dominata dalle applicazioni e dai dispositivi digitali che monitorano ogni nostro movimento, la domanda sull'obiettivo giornaliero da raggiungere è sempre più pressante. Lo studio, però, sposta l'attenzione dall'ossessione per il numero, che pure mantiene una sua importanza, verso una considerazione più saggiamente qualitativa del movimento. Il punto di svolta, come emerge dalle analisi, non risiederebbe tanto nel traguardo finale dei passi complessivi, un traguardo che per molti può apparire irraggiungibile e dunque demotivante, quanto piuttosto nella capacità di dedicare un blocco di tempo continuativo, anche uno solo nell'arco della giornata, a un'attività di intensità moderata come una camminata sostenuta.
Una strategia accessibile per tutti
Il messaggio che gli autori della pubblicazione lanciano è, in definitiva, di grande ottimismo e praticità. Per chi conduce una vita tendenzialmente sedentaria, non è necessario stravolgere le proprie abitudini con programmi complicati o sforzi discontinui; al contrario, sembra essere sufficiente impegnarsi in una singola, lunga passeggiata quotidiana per innescare meccanismi biologici in grado di preservare la salute cardiovascolare. Una strategia semplice, che non richiede attrezzature particolari e che si integra con facilità nelle routine più disparate, dimostrando come un gesto antico possa rivelarsi, alla luce delle evidenze scientifiche più recenti, uno degli alleati più potenti per il nostro cuore.




