Giorgetti: «Il calo dello spread non era scontato, frutto di lavoro e serietà»

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Redazione Economia Redazione Economia   -   A margine di un evento elettorale a Genova, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ribadito che il miglioramento dei conti pubblici italiani, testimoniato dalla riduzione dello spread tra Btp e Bund tedeschi a 100 punti base, non è un risultato casuale. «Bisogna essere ottimisti, perché da pessimisti si vive male», ha affermato, sottolineando come il traguardo raggiunto sia il frutto di «tanto lavoro e tanta serietà». Un riconoscimento che, secondo il ministro, arriva anche dai mercati finanziari, «notoriamente impietosi», e che dovrebbe essere accolto con soddisfazione.

La contrazione del differenziale, che tocca i livelli più bassi degli ultimi anni, potrebbe tradursi in un risparmio significativo per lo Stato. Stime di Unimpresa indicano che, nel biennio 2025-2026, il minore costo del debito permetterà di alleggerire la spesa per interessi di almeno 3,5 miliardi, con un potenziale beneficio fino a 10 miliardi. Un dato che, se confermato, dimostrerebbe come la stabilizzazione dei conti pubblici stia producendo effetti tangibili, riducendo la pressione sul bilancio.

Giorgetti, evitando di commentare direttamente le dichiarazioni della premier Meloni sullo spread, ha preferito concentrarsi sui numeri, rimarcando che il percorso compiuto non era scontato. La cautela nelle parole del ministro riflette una strategia comunicativa che punta a evitare trionfalismi, pur senza nascondere i progressi ottenuti. Quello che emerge è un quadro in cui la disciplina finanziaria, unita a una congiuntura favorevole, ha permesso all’Italia di guadagnare credibilità sui mercati, sebbene restino nodi strutturali da sciogliere.

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