Lo spread scende con l’inflazione, tassi in calo ad aprile
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Redazione Economia
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L’inflazione nell’Eurozona ha confermato il suo rallentamento a marzo, scendendo al 2,2% su base annua, come già accaduto a novembre, secondo le stime preliminari di Eurostat. Un dato che, seppure di poco inferiore al 2,3% di febbraio, ha rafforzato le attese di un nuovo taglio dei tassi da parte della Banca Centrale Europea nel prossimo incontro del 16 aprile.
Quello che fino a pochi giorni fa sembrava un possibile rinvio della politica monetaria accomodante, ora appare invece più probabile. Il cosiddetto core inflation, che esclude energia, alimentari e tabacco, ha registrato un calo più marcato, passando dal 2,6% al 2,4%, segnale che le pressioni sui prezzi si stanno attenuando in modo diffuso.
Sui mercati, la reazione è stata immediata. I rendimenti dei titoli di Stato dell’eurozona hanno subito un netto ridimensionamento, con il Btp decennale che è sceso al 3,78%, dopo aver sfiorato il 4% nelle settimane scorse. Un movimento che riflette non solo le aspettative di un allentamento monetario, ma anche una minore percezione del rischio inflazionistico.
La discesa dell’indice dei prezzi al consumo, seppur lieve, è stata più accentuata del previsto, superando le stime degli analisti che si attestavano sul 2,3%. Un elemento che, unito al contesto economico ancora fragile, potrebbe spingere la BCE a mantenere una linea più morbida, nonostante alcuni timori residui legati alla stabilità dei mercati.
Intanto, il differenziale tra i titoli italiani e quelli tedeschi – lo spread – continua a ridursi, segnale di un ritorno di fiducia negli asset periferici. Un trend che, se confermato nei prossimi giorni, potrebbe alleggerire ulteriormente il costo del debito per i Paesi più esposti.




