Borse deboli, lo spread scende ai minimi dal 2010

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Una seduta contrastata, che ha visto alternarsi timidi segnali positivi a chiusure in netto ribasso, ha caratterizzato i mercati europei, i quali, nonostante qualche eccezione, hanno mostrato un tono generale di debolezza. Mentre Francoforte, trainata da settori resilienti, riusciva a segnare un +0,88%, Parigi arretrava dello 0,24% e Londra finiva anch'essa sotto la parità, in un quadro complessivamente cauto. Piazza Affari, seppur chiudendo in positivo con un +0,16% che le è valso il titolo di piazza migliore d'Europa, non è riuscita a nascondere diverse criticità interne, con alcuni titoli che hanno registrato performance profondamente negative.

Le dinamiche di Piazza Affari

Proprio nell'indice milanese, infatti, si sono osservate le divergenze più marcate. A2A, promossa da un ottimistico giudizio di una banca d'affari, è volata a +7,4%, diventando il titolo di punta della giornata. All'estremo opposto, Campari ha ceduto il 2,4%, in un movimento che gli analisti legano al sequestro preventivo di azioni disposto il venerdì precedente, un episodio che, per la sua natura, ha inevitabilmente influenzato gli umori degli investitori. Male anche Telecom, che ha perso il 2,3%, accentuando le pressioni sul listino.

Lo spread e il contesto macroeconomico

Sul fronte dei titoli di Stato, invece, si è registrato un dato di notevole rilievo: lo spread Btp-Bund ha toccato i minimi dal 2010, con il rendimento del decennale italiano che si è attestato al 3,40%, scendendo addirittura al di sotto del 3,44% dei titoli francesi, un'inversione di tendenza che non passava inosservata tra gli operatori. Questo scenario si inserisce in un contesto macroeconomico dove il settore manifatturiero della zona euro, secondo i recenti dati PMI, continua a mostrare segni di ristagno, principalmente a causa di una domanda che fatica a decollare.

Il quadro internazionale

Il quadro d'insieme, del resto, trova un riscontro nell'avvio di settimana, caratterizzato da un approccio attendista da parte degli investitori europei. Milano aveva aperto appena sotto la parità, Parigi era stabile e Francoforte e Londra mostravano solo lievi rialzi. Una performance in netto contrasto con la vivacità dei mercati asiatici, i quali, nonostante dati deludenti sulla fiducia delle imprese manifatturiere in Cina, hanno chiuso in forte rialzo. Shanghai ha guadagnato lo 0,54%, Hong Kong poco più dell'1%, ma la piazza più brillante è stata senza dubbio Seoul, che ha chiuso con un robusto +2,8%, trainata ancora una volta, come spesso accaduto in questi mesi, dal settore high-tech e in particolare dal comparto dei microchip.

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