Lo spread scende sotto quota 100, tornando ai livelli del 2021

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Per settimane, quasi inosservato, il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi ha intrapreso un lento ma costante declino, sfiorando ieri la soglia psicologica dei 100 punti base, un traguardo che non veniva raggiunto dai tempi del governo Draghi. A metà mattinata, il termometro dello spread – che misura il rischio attribuito al debito pubblico italiano – ha toccato i 99,8 punti, per poi assestarsi in chiusura a 101, comunque in netto miglioramento rispetto ai giorni precedenti. Un segnale che, se da un lato riflette una maggiore fiducia dei mercati verso l’Italia, dall’altro è legato anche alle mosse della Germania, dove si discute una possibile revisione del "freno al debito" costituzionale.

La discesa dello spread, che oggi si attesta attorno all’1%, dimostra come la percezione del rischio legato ai Btp si sia attenuata, sebbene le ragioni di questo miglioramento non siano unicamente riconducibili alla politica economica italiana. A influire, infatti, è stato anche il mutato scenario tedesco, con Berlino che sembra voler allentare la sua tradizionale rigidità di bilancio. Non a caso, quando la premier Meloni ha affermato in aula che «i titoli italiani sono considerati più sicuri di quelli tedeschi», il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha reagito con un cauto scetticismo, consapevole che la riduzione del differenziale dipende da fattori più complessi.

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