Lo spread scende sotto quota 100, primo volta dal 2021: il debito italiano preoccupa meno i mercati

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Per settimane, quasi inosservato, il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi ha cominciato a ridursi, scivolando in silenzio verso livelli che non si vedevano da anni. Ieri, per alcuni minuti, lo spread ha sfiorato i 99,8 punti base, per poi assestarsi a 101 in chiusura, ma il segnale è chiaro: la distanza tra il rendimento dei Btp e quello dei Bund tedeschi si è assottigliata fino all’1%, un dato che riporta indietro le lancette all’epoca del governo Draghi.

Il motivo di questo ribasso, che ha riportato il differenziale sotto la soglia psicologica dei 100 punti per la prima volta dal settembre 2021, va cercato non solo nella crescente fiducia degli investitori verso l’Italia, ma anche in un cambiamento di rotta della Germania. A Berlino, infatti, è stato avviato un dibattito sulla revisione del cosiddetto "freno al debito", una norma costituzionale che limita la possibilità di ricorrere al deficit. Se la Germania dovesse allentare queste restrizioni, i suoi stessi titoli diventerebbero meno attraenti, riducendo così il divario con quelli italiani.

Piazza Affari, intanto, ha reagito positivamente, toccando massimi che confermano un clima di maggiore ottimismo. Gli analisti sottolineano come, contrariamente a quanto accadeva in passato, i Btp siano oggi percepiti come strumenti più stabili rispetto a quelli di altri Paesi europei, Germania inclusa. Un paradosso, considerato che fino a poco tempo fa l’Italia era considerata un anello debole dell’Eurozona.

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