Francia a rischio spread

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il 28 di questo mese, i tassi di interesse sui titoli di Stato della Francia hanno superato quelli della Grecia, con un 2,58% rispetto al 2,40% sulle scadenze a cinque anni. Questo dato, che potrebbe sembrare paradossale, riflette l'inquietudine dei mercati per il caos politico che continua a imperversare a Parigi. La situazione è resa ancora più complessa dal fatto che il parlamento non ha ancora approvato la legge di bilancio, creando un clima di incertezza che si ripercuote sui rendimenti dei titoli di Stato europei.

I rendimenti dei titoli di Stato europei, infatti, si muovono al ribasso: il costo di finanziamento del Bund decennale è al 2,10%, mentre quello del Btp decennale è al 3,30%, con uno spread che si restringe ulteriormente a 121 punti base. Anche il rendimento dell’Oat decennale registra una lieve flessione al 2,92%, con uno spread poco mosso a 85 punti base rispetto al Bund.

Nonostante queste turbolenze, l'agenzia di rating Standard & Poor’s ha confermato il rating della Francia a “Aa-/A-1+” con outlook stabile, dopo averlo tagliato a maggio da “AA”. Tuttavia, il primo ministro francese Michel Barnier si trova ad affrontare una mozione di censura per il suo governo di minoranza, con il Rassemblement National che minaccia una convergenza con la sinistra per sfiduciare l'esecutivo.

In questo contesto, la Francia rischia di trovarsi in una sorta di gestione provvisoria, con il rapporto deficit/PIL che potrebbe sfondare il 5%, a fronte di una crescita economica molto limitata. La situazione ricorda quella della Grecia, con l'Europa che sembra una gabbia in cui gli Stati, affamati da tempo, si sbranano a vicenda.

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