Enrico Mentana e l'ultimatum a La7: o la rete cambia o farà "altro nella vita"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La scadenza del contratto che lega Enrico Mentana a La7, fissata per il 31 dicembre, si sta trasformando in un vero e proprio nodo da sciogliere, con il direttore del telegiornale che ha lanciato un messaggio chiaro all'editore Urbano Cairo. Dal palco del festival “Una montagna di libri” a Cortina d'Ampezzo, il giornalista ha delineato le coordinate della sua permanenza, legandola indissolubilmente a un cambio di rotta della rete, che a suo dire dovrebbe aprirsi a un pubblico più ampio e superare quella che lui percepisce come una deriva troppo schierata.
“Ci sono due possibilità”, ha affermato Mentana, ribadendo un concetto già espresso in precedenza: “O su La7 si apre la possibilità di fare qualcosa che possa essere visto da tutti o penso che potrò fare altro nella vita”.
Il nodo del pluralismo e la critica alla "tele anti-Meloni"
La richiesta del direttore non è di natura economica, ma sostanzialmente editoriale: Mentana chiede pluralismo, una linea che non faccia sentire a disagio un elettore di centrodestra. Già lo scorso giugno, durante il Festival della Tv di Dogliani, aveva definito La7 come "la nuova Rai3" e "la tele anti-Meloni", sottolineando che i talk show della rete fossero diventati un luogo poco accogliente per chi non si riconosce in quella parte politica.
Questa condizione, per Mentana, è un prerequisito imprescindibile per qualsiasi trattativa, un ultimatum che pone l'accento sulla necessità di una programmazione più equilibrata e meno sbilanciata su un unico fronte, pena l'abbandono della nave dopo sedici anni di navigazione.
La posizione di Urbano Cairo e lo stallo della trattativa
Sul fronte opposto, l'editore Urbano Cairo non sembra aver recepito l'urgenza del rinnovo, mantenendo una posizione prudente e attendista. Alla presentazione dei palinsesti dello scorso luglio, Cairo aveva già smorzato gli entusiasmi, dichiarando che "i contratti vanno fatti" e che non esistono rinnovi sulla parola, rinviando ogni decisione a ridosso della scadenza di fine anno.
La sua cautela lascia intendere che il destino di Mentana è ancora tutto da scrivere, e non dipende esclusivamente dalla volontà del direttore, ma anche da una valutazione complessiva dell'azienda. L'editore ha più volte ribadito la stima per il giornalista, ma ha anche aperto alla possibilità che egli possa decidere di intraprendere "cose differenti", lasciando così la porta aperta a ogni evenienza.
Le alternative sul tavolo: Mediaset e il progetto "CNN italiana"
L'incertezza sul futuro di Mentana alimenta inevitabilmente le indiscrezioni su possibili approdi altrove, con due scenari principali che si stagliano all'orizzonte. Da un lato, c'è l'ipotesi di un clamoroso ritorno a Mediaset, l'azienda dove Mentana ha fondato e diretto il Tg5 dal 1992 al 2004; dall'altro, emerge l'interesse del nuovo editore di Repubblica, Theo Kyriakou, che secondo alcune indiscrezioni vorrebbe affidargli la guida di un ambizioso progetto televisivo, una sorta di "CNN italiana".
Lo stesso Pier Silvio Berlusconi, in più occasioni, ha parlato di porte aperte per il ritorno del giornalista, rendendo l'opzione Mediaset tutt'altro che peregrina.
Un futuro ancora tutto da scrivere
Mentre le voci di un suo possibile addio agitano il mondo dell'informazione, la sensazione è che Mentana stia giocando le sue carte con la consapevolezza di chi ha ancora molto da dire e da fare, come lui stesso ha sottolineato ricordando di essere "ancora giovane". La sua storia con La7, iniziata nel 2010 e costellata di successi come le celebri "Maratone Mentana", potrebbe davvero giungere al capolinea, a meno che non si trovi un punto d'incontro sulla linea editoriale della rete.
Se questo non dovesse accadere, per il giornalista si aprirebbero scenari professionali di grande prestigio, pronti a raccogliere la sua lunga e indiscussa esperienza.
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