Il pranzo che agita La7: Mentana e l’addio a fine anno, Cairo apre al dopo e Gedi apparecchia

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Non c’è pace per il futuro di Enrico Mentana. Il contratto che lega il direttore del TgLa7 all’emittente di Urbano Cairo scade il 31 dicembre 2026, e quella che fino a qualche mese fa appariva come una trattativa destinata a risolversi con un rinnovo, si sta trasformando in un caso editoriale che tiene banco nel mondo dell’informazione italiana.

La posta in gioco è alta: da una parte la rete che Mentana ha contribuito a rilanciare in sedici anni di direzione, dall’altra un’offerta concreta del gruppo Gedi, che vorrebbe il giornalista per un ambizioso progetto televisivo e, forse, anche per la guida di Repubblica. Nel mezzo, le parole dello stesso Mentana, che hanno rotto un silenzio ormai assordante: "Onorerò il contratto fino alla fine, dopo deciderò". E, a chi gli chiede se Cairo lo abbia cercato per trattenerlo, la risposta è secca: "Non mi sembra mi sia stato chiesto di restare".

La scadenza e il cambio di tono di Urbano Cairo

La presentazione dei palinsesti 2026-2027 di La7, avvenuta a luglio, ha segnato un punto di svolta nelle dichiarazioni pubbliche di Urbano Cairo. Se in passato l’editore aveva sempre liquidato le voci su un addio con rassicurazioni decise, questa volta il suo tono è cambiato. "Il rinnovo sulla parola, forse no. I contratti vanno fatti", ha risposto a chi gli chiedeva del futuro di Mentana.

Parole che hanno subito alimentato le indiscrezioni, anche se Cairo ha tenuto a precisare la stima professionale e il rapporto personale con il direttore: "Mentana sa che da parte mia c’è grande stima di lui come conduttore di Tg, come uomo di cultura intellettuale, e poi ho anche un rapporto amicale da tantissimi anni". L’editore ha comunque rimandato ogni decisione alla scadenza naturale del contratto, ipotizzando che potrebbero incontrarsi a ridosso di dicembre per capire se ci sia "interesse a rimanere con noi o a fare cose differenti".

La frase che ha cambiato tutto: "La7 è la tv anti-Meloni"

Secondo diverse ricostruzioni, la frattura con Cairo sarebbe maturata dopo le dichiarazioni pubbliche di Mentana al Festival della Tv di Dogliani. In quell’occasione, il giornalista aveva affermato senza mezzi termini: "La7 è diventata la tv anti-Meloni, è evidente a tutti. È la nuova RaiTre, ha un'identità forte". Una presa di posizione pesante, che il patron de La7 non avrebbe gradito, specialmente per le implicazioni su una linea editoriale che Cairo difende come indipendente e non schierata.

Proprio in merito a questa etichetta, Cairo ha replicato in conferenza stampa: "Non abbiamo pericolosi bolscevichi", e ha ribadito che la rete "ha sempre evitato di fare sconti a qualsiasi governo". Il clima, insomma, si è fatto teso, e il giornalista ha raccontato di aver detto tutto quel che doveva dire proprio a Dogliani, e che da lì non è partita alcuna richiesta ufficiale di trattenerlo.

Il progetto Gedi e il pranzo romano

Il futuro di Mentana sembra però già tracciato in un’altra direzione. La pista calda porta al gruppo Gedi, passato da poco nelle mani dell’editore Theodore Kyriakou, che punta a trasformare la realtà editoriale in una piattaforma multimediale con al centro una rete all-news sul modello delle grandi emittenti americane. Per guidare questo progetto servirebbe un nome di peso, e Mentana, che ha fondato il Tg5 e portato al successo l’informazione de La7, è il candidato ideale.

A rafforzare le voci, nelle scorse settimane, è stato un incontro romano tra lo stesso Mentana e l’amministratrice delegata di Gedi, Mirja Cartia d’Asero, avvenuto alla trattoria Stendhal, nel cuore della capitale. L’ipotesi più ambiziosa, secondo le indiscrezioni, vorrebbe il direttore a capo di un progetto che potrebbe includere anche un ruolo di primo piano nella direzione di Repubblica, almeno nella fase di start-up.

Mentana, però, ha smentito qualsiasi accordo, dichiarando al Foglio di non avere intenzione di ricoprire due ruoli contemporaneamente: "Sono una persona che sta in un posto per volta ed è l’unica clausola che ho con me stesso".

L’addio e le prossime mosse

Nonostante le smentite su un impegno formale, le parole del giornalista lasciano intendere che la rottura con La7 sia ormai matura. Anche il fatto che Mentana non sia stato presente alla cena di gala organizzata da La7 a Milano ha contribuito a far crescere le speculazioni su un addio ormai certo. Cairo, dal canto suo, sembra aver già valutato un piano B, individuando in Giovanni Floris il possibile successore alla guida del telegiornale o comunque un volto su cui puntare in caso di partenza del direttore.

Dopo l'estate, quando le trattative riprenderanno con più intensità, si capirà se il pranzo alla Stendhal sia stato solo un incontro tra colleghi o l'antipasto di un nuovo corso per l'informazione televisiva italiana. Per ora, una certezza sembra emergere: il 2027, quasi certamente, inizierà senza Enrico Mentana nello studio del TgLa7.

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