Il futuro di Enrico Mentana in bilico tra le frecciate a La7 e le sirene del mercato
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Enrico Mentana rappresenta ormai un’istituzione nel panorama dell’informazione televisiva italiana. Da quando, nel lontano 2010, ha messo piede negli studi dell’emittente di Urbano Cairo, ha saputo trasformare il Tg La7 in uno dei punti di riferimento più autorevoli per il pubblico, forgiando un legame che sembrava indissolubile.
Tuttavia, nelle ultime settimane, il clima intorno al direttore si è fatto teso e carico di aspettative; il suo contratto, in scadenza il 31 dicembre 2026, non è stato ancora rinnovato e le sue dichiarazioni pubbliche hanno assunto i contorni di un vero e proprio ultimatum, o forse di un commiato anticipato. Il mondo televisivo e gli addetti ai lavori trattengono il fiato, mentre si moltiplicano le indiscrezioni su un possibile addio che, se concretizzato, segnerebbe una cesura epocale nella storia recente della rete.
L’ultimatum da Cortina: «O la rete cambia o farò altro»
Il campanello d’allarme più sonoro è scattato durante l’intervento di Mentana alla rassegna culturale “Una Montagna di Libri” a Cortina d’Ampezzo, dove il giornalista ha scelto di parlare a cuore aperto, senza usare mezzi termini, del suo futuro professionale. Di fronte al pubblico presente, ha tracciato due scenari netti e contrapposti: da un lato, la possibilità che La7 decida di intraprendere un percorso nuovo, più aperto e pluralista; dall’altro, l’ipotesi di cercare altrove nuove sfide professionali, magari in contesti che meglio rispecchino la sua visione del giornalismo.
Il suo ragionamento, espresso con la consueta schiettezza, è apparso come una frecciata velenosa indirizzata alla linea editoriale della rete: «A me non fa piacere stare in una situazione in cui parlano solo quelli di una parte» ha dichiarato, rilanciando un malessere che covava già da tempo. Il nodo della questione, per Mentana, sembra risiedere nella presunta mancanza di pluralismo, nella sensazione che molti programmi di punta del palinsesto condividano la stessa impostazione e gli stessi ospiti, un’omogeneità che, ai suoi occhi, rischia di allontanare una fetta del potenziale pubblico.
Le possibili destinazioni: da Mediaset alla "CNN italiana"
Intorno al malcontento del direttore, che in fondo non ha mai nascosto una certa insofferenza, si sta già muovendo il cosiddetto “telemercato”. La sensazione diffusa è che dietro ai dubbi di Mentana possano celarsi offerte editoriali particolarmente allettanti, tanto da rendere concreta l'ipotesi di un addio dopo sedici anni. Una delle indiscrezioni più accreditate, riportata inizialmente dal quotidiano Domani, riguarda l'interesse del nuovo editore greco Theo Kyriakou.
Il magnate, recentemente approdato al vertice del gruppo Gedi, avrebbe individuato in Mentana il profilo ideale per guidare un progetto televisivo ambizioso e rivoluzionario: la fondazione di una vera e propria “CNN italiana”, una rete all-news in grado di competere nel mercato nazionale. Dall'altra parte, c’è la suggestione di un clamoroso ritorno a Mediaset, la casa che lo ha visto protagonista assoluto negli anni Novanta quando fondò e diresse il Tg5.
Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato del gruppo, non ha mai nascosto la stima per il giornalista e di recente ha ribadito che per lui le “porte sono sempre aperte”, aprendo scenari che potrebbero rivoluzionare l’assetto dell’informazione del Biscione.
La posizione di Cairo: «Contratti sulla parola? Forse no»
Se da un lato il fronte delle offerte si fa caldo e affollato, dall’altro l'editore Urbano Cairo sembra mantenere una linea prudente, se non addirittura attendista. Presentando i palinsesti per la stagione 2026-2027, Cairo aveva infatti rassicurato i giornalisti sulla conferma di Mentana per l'anno in corso, ma aveva anche messo le mani avanti riguardo al futuro, precisando che il rinnovo non può essere dato per scontato e che non esistono rinnovi “sulla parola”.
Lo stesso editore ha spiegato che ci si siederà a un tavolo a ridosso della scadenza per capire se il direttore ha effettivamente intenzione di restare o se preferisce dedicarsi ad altro, nel rispetto dei termini contrattuali. Questo cambio di tono rispetto al passato, quando l’accordo veniva definito in poche battute, è un segnale che il rapporto ormai consolidato potrebbe entrare in una fase di frizione, dove la stima personale e l’amicizia di lunga data (più volte ribadite da Cairo) potrebbero non bastare per salvare il sodalizio.
La "Maratona Mentana" e l'eredità del direttore
Nell’anno delle elezioni politiche, il timore concreto, per gli spettatori e per la stessa azienda, è che il celebre appuntamento con la “Maratona Mentana” – il format che il direttore del TgLa7 ha saputo trasformare in un vero e proprio appuntamento cult durante le tornate elettorali – possa giungere al capolinea. Questo perché, qualora le strade si separassero, Mentana non sarebbe più alla guida né tantomeno alla conduzione del telegiornale della settima rete, lasciando un vuoto difficile da colmare.
Mentre i dirigenti di Mediaset, quelli del gruppo di Kyriakou e forse anche i vertici della Rai (che pure rimane sullo sfondo come alternativa meno immediata ma non impossibile) si interrogano su come attrarre il giornalista, il suo futuro resta appeso a un filo. Le settimane che ci separano dalla scadenza del contratto saranno decisive per capire se Mentana deciderà di rinnovare il proprio impegno con La7 magari ottenendo quelle garanzie di pluralismo che richiede, o se invece abbraccerà una delle nuove avventure che il mercato gli sta proponendo.
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