Rottamazione quinquies, la nuova sanatoria fiscale: come funziona e chi può aderire

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il panorama dei debiti verso il fisco, spesso intricato e gravato da oneri accessori che ne moltiplicano l'importo, trova una nuova via di composizione agevolata grazie alla cosiddetta rottamazione-quinquies. Introdotta dalla recente legge di Bilancio, questa misura rappresenta l'ultimo di una serie di interventi legislativi volti a snellire il contenzioso tributario e a recuperare crediti altrimenti di difficile riscossione, offrendo ai contribuenti una possibilità concreta di rientro. L'Agenzia delle Entrate-Riscossione, del resto, ha già reso disponibili online le prime indicazioni operative, consentendo a chiunque sia in posizione debitoria di verificare la propria situazione e di valutare con attenzione l'opportunità di aderire.

I confini dell'agevolazione: quali debiti sono inclusi

La disciplina, che si applica ai ruoli iscritti a ruolo fino al 31 dicembre del 2023, include nel suo perimetro una vasta gamma di posizioni debitorie. Rientrano nella sanatoria, in particolare, i debiti che erano stati affidati all'agente della riscossione nel periodo compreso tra l'inizio del 2000 e la fine di giugno del 2022, oltre a quelli successivamente affidati fino alla fine del 2023. È bene sottolineare, tuttavia, che non tutte le cartelle sono automaticamente ammesse: esistono infatti categorie escluse, come talune pendenze relative a tributi regionali o locali o a versamenti per i quali sussistano specifiche indisponibilità normative.

Le modalità di adesione e i termini da rispettare

Il cuore del meccanismo risiede nella drastica riduzione degli oneri accessori: chi sceglie di aderire, infatti, è tenuto a versare soltanto l'imposta originariamente dovuta, vedendo cancellate in via definitiva le sanzioni, gli interessi di mora e l'aggio di riscossione. L'adesione, che deve essere formalizzata presentando una specifica domanda entro e non oltre il 30 aprile del 2026, potrà essere perfezionata a partire dal 12 gennaio dello stesso anno, quando sarà reso disponibile il modello ufficiale. Una volta presentata la richiesta, il contribuente avrà di fronte a sé due strade per saldare il proprio debito.

Piano rateale e pagamento unico: le opzioni a disposizione

La prima opzione, più immediata ma anche più onerosa in termini di liquidità, consiste nel pagamento in un'unica soluzione, che dovrà essere effettuato entro il 31 luglio del 2026. La seconda, concepita per alleggerire il carico finanziario, permette invece di rateizzare l'importo dovuto in un massimo di cinquantaquattro rate bimestrali, dilazionate quindi lungo un arco temporale di nove anni. A questo piano rateale si applica un tasso di interesse agevolato, fissato al tre per cento annuo, mentre non è prevista alcuna tolleranza sui giorni di pagamento: uno slittamento anche minimo rispetto alle scadenze previste, com'è stato chiarito, comporterebbe infatti la perdita immediata di tutti i benefici concessi dalla sanatoria.

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