Israele si difende dalle accuse di genocidio alla Corte internazionale di giustizia
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Redazione Esteri
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Il 12 gennaio 2024, decine di manifestanti filo-palestinesi si sono riuniti davanti alla Corte internazionale di giustizia dell'Aia, nei Paesi Bassi, mentre Israele si preparava a difendersi dalle accuse del Sud Africa. Secondo quest'ultimo, la guerra con Hamas equivale a un genocidio contro i palestinesi.
Le accuse del Sud Africa
Il Sudafrica ha accusato Israele di violare l'articolo 9 della Convenzione di Ginevra per la prevenzione del genocidio, oltre che lo Statuto di Roma che nel 1948, per la prima volta, definì il reato di genocidio. Queste accuse sono state presentate nonostante il Sudafrica stia affrontando enormi problemi interni da quando c'è stato il cambio di regime e la fine della segregazione.
La risposta di Israele
Israele ha negato fermamente queste affermazioni. Il primo ministro Netanyahu ha bollato le accuse come "ipocrisia". Il Ministro degli Affari Esteri israeliano ha dichiarato: “Oggi abbiamo assistito ad uno dei più grandi spettacoli di ipocrisia della storia e ad una serie di affermazioni infondate e false”.
Il contesto storico
Il processo si svolge davanti alla Corte internazionale di giustizia, il principale organismo giudiziario delle Nazioni Unite, tra i cui fondatori, nel 1945-1946, cioè nel mondo che ancora andava accertando gli orrori della Shoah, ci fu proprio Israele.
La situazione attuale
Nonostante le accuse, Israele continua a difendersi e a negare le affermazioni del Sud Africa. La situazione rimane tesa e l'attenzione internazionale è alta. Il futuro di questa controversia è incerto e il mondo attende con ansia l'esito del processo.




