Prato, chiuse le indagini su Claudio Belgiorno per i rimborsi non dovuti
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Redazione Interno
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La procura di Prato ha notificato la chiusura delle indagini preliminari a carico di Claudio Belgiorno, già consigliere comunale per Fratelli d’Italia, per una presunta truffa aggravata ai danni del Comune. L’ipotesi accusatoria, che gli inquirenti hanno sviluppato in collaborazione con la guardia di finanza, verte su un ammanco di 1200 euro, corrisposti indebitamente come rimborso per attività politica che, stando agli elementi acquisiti, non sarebbe mai stata effettivamente svolta.
I fatti contestati, la cui dinamica è stata ricostruita con precisione dagli investigatori, risalgono all’estate del 2021. Belgiorno, il quale era all’epoca un dipendente di un’azienda privata, avrebbe presentato al proprio amministratore unico una dichiarazione mendace, attestando la propria partecipazione a sedici distinte riunioni del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia. Nello specifico, una di queste riunioni, della durata di due ore, sarebbe stata indicata per il 7 giugno 2021; una data in cui, al contrario, l’ex consigliere si trovava in vacanza in Sicilia. Altre quindici riunioni, sempre di due ore ciascuna, sarebbero state certificate come svoltesi nel mese di agosto dello stesso anno, un periodo in cui, in realtà, l’attività del gruppo consiliare era completamente sospesa.
Questa vicenda giudiziaria si inserisce in un contesto già complesso per l’ex esponente politico, il cui nome era recentemente emerso, seppur con un ruolo differente, in un’altra inchiesta di rilevanza penale. Belgiorno è infatti coinvolto, insieme al vicepresidente del consiglio comunale di Empoli Andrea Poggianti, nelle indagini per il presunto ricatto subito dall’ex capogruppo di FdI a Prato, Tommaso Cocci, un caso che ha avuto ampia risonanza per le sue implicazioni. La nuova notifica di garanzia rappresenta dunque un capitolo distinto ma significativo del suo percorso, tutto da accertare in sede processuale.




