Prato, Belgiorno respinge le accuse: “Estraneo alla diffusione delle lettere”
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Redazione Interno
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Claudio Belgiorno, ex consigliere comunale di Fratelli d’Italia, ha rotto il silenzio, respingendo in toto le accuse a suo carico – che spaziano dalla diffamazione aggravata e revenge porn ai danni dell’ex collega Tommaso Cocci, fino all’ipotesi di truffa per i rimborsi spese richiesti al Comune – dopo che le indagini della Procura, guidata da Luca Tescaroli, hanno assunto un carattere formale. La sua difesa, affidata all’avvocato Ugo Fanti, si è espressa senza mezzi termini, definendo i capi d’imputazione come privi di fondamento e fonte di un “danno incommensurabile” per lui e per la sua famiglia.
Al centro del caso, che ha provocato un terremoto politico nell’area pratese, vi sarebbe – stando a quanto ricostruito dagli inquirenti – una serie di lettere anonime e materiali a contenuto osé, i quali sarebbero stati diffusi con l’intento di danneggiare la reputazione dell’avvocato Cocci, il quale, non a caso, era fino a poco tempo fa in corsa per una candidatura alle elezioni regionali. Belgiorno, dal canto suo, si è dichiarato completamente estraneo a tali azioni, affermando anzi di essere a sua volta vittima di un pesante “dossieraggio” politico.
In merito alla seconda inchiesta, che lo vede indagato per truffa, le ipotesi degli investigatori della Guardia di Finanza si concentrano su alcune richieste di rimborso presentate durante il suo mandato; secondo l’accusa, Belgiorno avrebbe indotto in errore l’amministratore unico di una società, dichiarando – a quanto pare – la propria partecipazione a riunioni del gruppo consiliare alle quali non avrebbe invece preso parte. Anche su questo fronte, l’ex esponente di Fdi ha annunciato che fornirà ogni elemento utile a dimostrare la piena legittimità di quanto richiesto.




