Svolta nelle indagini sul caso Cocci: indagati due esponenti del centrodestra per revenge porn

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La procura di Prato, in un’inchiesta che sta scuotendo gli ambienti politici locali, ha iscritto nel registro degli indagati Claudio Belgiorno, già consigliere comunale a Prato per Fratelli d’Italia, e Andrea Poggianti, attuale vicepresidente del Consiglio comunale di Empoli, uscito dal partito nel febbraio dello scorso anno. I due dovranno rispondere, nei prossimi giorni dinanzi al magistrato, del concorso continuato nei reati di diffamazione aggravata e diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite, il cosiddetto revenge porn. La vittima presunta delle condotte è Tommaso Cocci, 34 anni, avvocato ed ex capogruppo di Fratelli d’Italia nel Comune di Prato, il quale aveva denunciato nei mesi scorsi di essere stato oggetto di un sistematico ricatto.

Dalle indagini, coordinate dalla procura guidata da Luca Tescaroli, emergerebbe un quadro preciso e documentato. Belgiorno e Poggianti, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbero “avuto modo di acquisire” – come si legge in una nota degli stessi uffici – delle immagini a contenuto sessualmente esplicito che ritraevano Cocci. Il materiale, che mostrava la zona pubica denudata dell’ex consigliere, sarebbe stato poi divulgato senza il suo consenso attraverso l’invio ripetuto di lettere anonime.

L’attività di diffusione, stando alla ricostruzione giudiziaria, si sarebbe protratta per un arco temporale significativo, avendo avuto inizio almeno nell’ottobre del 2024 per proseguire, con diversi picchi d’intensità, fino al settembre del 2025. Le missive, il cui contenuto univa il materiale privato a pesanti accuse a sfondo sessuale rivolte allo stesso Cocci, erano state indirizzate con metodo selettivo verso esponenti politici dello schieramento di centrodestra – in particolar modo all’interno di Fratelli d’Italia – operanti nelle province di Prato e Firenze, nonché a sostenitori dell’ex capogruppo e a diverse redazioni giornalistiche.

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