La lebbra ricompare in Europa, ma il contagio resta un evento raro e controllato
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Redazione Salute
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Dopo oltre quarant'anni di assenza dai registri epidemiologici nazionali, la malattia di Hansen, comunemente nota come lebbra, è riemersa nel continente europeo attraverso alcuni casi isolati, confermati dalle autorità sanitarie di Romania e Croazia. Un evento, questo, che ha inevitabilmente riacceso i riflettori su una patologia infettiva spesso associata a secoli passati e considerata, a torto, completamente debellata. I fatti, tuttavia, parlano di situazioni circoscritte e gestite con rigore, le quali, se da un lato dimostrano come il bacillo non sia scomparso dalla circolazione globale, dall'altro confermano l'efficacia dei protocolli di sorveglianza esistenti per le malattie rare. La rilevazione dei casi, avvenuta tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026, ha infatti attivato immediatamente le procedure di contenimento, limitando ogni potenziale allarme per la popolazione generale, la quale non corre rischi significativi data la bassissima contagiosità della malattia in contesti ordinari.
I casi specifici in Romania e la dinamica del contagio
In Romania, il focolaio è stato identificato in un centro termale della città di Cluj, dove due massaggiatrici, sorelle di 21 e 25 anni originarie dell'Indonesia, sono risultate positive. Le indagini epidemiologiche, stando a quanto ricostruito dai sanitari, hanno collegato l'infezione a un viaggio compiuto dalle giovani nel loro paese d'origine per assistere al funerale del padre, dove si presume sia avvenuto il contagio dopo un'esposizione prolungata. Altre due persone sono state sottoposte a test di controllo, nell'ambito della tracciatura dei contatti stretti, mentre il ministro della Salute ha precisato che i clienti della struttura non devono temere per la propria salute. La trasmissione della lebbra, come hanno ribadito gli esperti, richiede infatti un contatto diretto e continuativo con le secrezioni di una persona infetta e non trattata, condizioni che rendono improbabile una diffusione nella comunità.
La situazione in Croazia e il concetto di "caso importato"
Parallelamente, la Croazia ha registrato un singolo caso, definito dalle autorità come "importato", in un lavoratore originario del Nepal. Anche in questa circostanza, la diagnosi ha portato all'isolamento del paziente e all'avvio della terapia antibiotica combinata, che oggi rappresenta una cura efficace in grado di bloccare l'infettività e prevenire disabilità gravi. La definizione di "caso importato" è centrale per comprendere la dinamica di queste segnalazioni: essa indica che l'infezione è stata contratta al di fuori del territorio dell'Unione europea, in aree del mondo dove la lebbra è ancora endemica, e successivamente diagnosticata all'interno dei confini nazionali. Questo non costituisce, pertanto, un segnale di una ripresa della trasmissione autoctona in Europa, bensì la prova del costante lavoro di monitoraggio delle frontiere sanitarie.




