Xbox si rifà il look e cambia strategia: niente più Microsoft Gaming, il futuro è (di nuovo) verde
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Non è solo questione di pixel o di frame rate, a dire il vero, ma di identità. Nel corso di un’intervista rilasciata al giornalista Stephen Totilo per il sito Game File, la nuova amministratrice delegata di Xbox, Asha Sharma, insieme al Chief Content Officer Matt Booty, ha messo nero su bianco una svolta epocale per il marchio: l’abbandono della denominazione "Microsoft Gaming". Una scelta, quest’ultima, che sa molto di un ritorno alle origini e che il duo ha giustificato con la necessità di ricompattare l’universo videoludico intorno a un nome solo, capace di evocare immediatezza e passione. Dalla scrivania di Sharma, insomma, arriva una ventata di pragmatismo che spazza via le sovrastrutture burocratiche per lasciare spazio a quella che potremmo definire una "dichiarazione di intenti" dal sapore vintage, ma con uno sguardo rivolto al futuro prossimo.
Il manifesto programmatico e la fine delle "esclusive" come le intendevamo
Se c’è un termine che negli ultimi anni ha infiammato gli animi dei giocatori, quello è proprio "esclusiva". Ebbene, Sharma ha voluto chiarire subito la posizione della nuova gestione, spiegando che il concetto di titolo legato a una singola piattaforma sta progressivamente perdendo la sua centralità nella visione futura del brand. Durante il lungo colloquio, la CEO ha ribadito quanto già emerso dal recente "manifesto programmatico" interno, sottolineando come l’obiettivo primario sia ormai quello di irrobustire l’ecosistema, rendendolo accessibile e trasversale. "Per far crescere una piattaforma in abbonamento", ha dichiarato Sharma riferendosi al Game Pass, "hai bisogno di più giocatori che la apprezzino, che restino iscritti più a lungo e che siano soddisfatti". Una strategia, quella delineata, che mette da parte le logiche della guerra delle console per abbracciare un modello basato sulla fidelizzazione e sul valore del servizio.
Il ritorno del verde: un nuovo (vecchio) logo per un corso rinnovato
A suggellare questo cambio di rotta non poteva mancare un intervento sul simbolo per eccellenza del marchio: il logo. Abbandonata la cromia spenta e minimalista degli ultimi anni, Microsoft ha presentato una versione rinnovata del glifo di Xbox che recupera il classico verde neon, quello che aveva fatto la fortuna estetica della prima console. Non una rivoluzione, intendiamoci, quanto piuttosto un ritocco sapiente: la forma rimane sostanzialmente invariata, ma la texture diventa più lucida e tridimensionale, quasi a voler suggerire una maggiore profondità dell’offerta. È un dettaglio apparentemente secondario, ma che inquadra perfettamente lo spirito del nuovo corso voluto da Sharma: guardare al futuro senza dimenticare il Dna di una community che in quel colore, acceso e inconfondibile, ha sempre visto un simbolo di appartenenza.
Hardware, acquisizioni e il futuro del catalogo
Nel corso dell’intervista, Sharma non ha voluto nascondere le sfide che attendono la compagnia nei prossimi mesi, specialmente per quanto riguarda l’hardware e la distribuzione dei titoli. Pur senza sbilanciarsi su operazioni specifiche, la manager non ha escluso la possibilità di nuove acquisizioni da parte di Xbox, qualora queste dovessero rivelarsi funzionali alla crescita organica del servizio e del catalogo. L’obiettivo dichiarato, insomma, è quello di rivedere quasi ogni area del business: dalla produzione delle console alla gestione dei day one pass, passando per una più fluida integrazione tra pc e dispositivi mobile. Un cantiere aperto, insomma, dove la priorità assoluta resta quella di offrire "più valore" ai giocatori, assecondando un mercato che, come ha ricordato Booty, richiede sempre più flessibilità e meno steccati tra un’esperienza di gioco e l’altra.




