Tour de France, la sorpresa Healy e il duello che non si placa
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Redazione Sport
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Mentre la Francia celebrava il 14 luglio, il Tour de France regalava una di quelle pagine che entrano nella storia, anche se per ora è solo un assaggio. Ben Healy, irlandese della EF Education-EasyPost, ha strappato la maglia gialla a Tadej Pogacar con un’impresa che ricorda i fasti di Stephen Roche, capace nel 1987 di dominare Giro, Tour e Mondiale nello stesso anno. Un colpo di scena che, seppur temporaneo, ha ridisegnato i contorni di una corsa dove il duello tra Pogacar e Jonas Vingegaard resta il fulcro, ma dove qualcuno – come Healy – osa sfidare i pronostici.
Simon Yates, fresco vincitore del Giro d’Italia, ha dato ulteriore prova della sua forma smagliante aggiudicandosi la decima tappa sul Mont Dore, precedendo di 10 secondi l’olandese Thymen Arensman. Un successo che conferma come il britannico, dopo aver destabilizzato la Corsa Rosa a maggio, sia ora uno degli outsider più credibili anche al Tour. Ma il protagonista indiscusso della giornata è stato Healy, partito con quasi 4’ di ritardo da Pogacar e riuscito a ribaltare il gap grazie a una fuga calcolata al millimetro.
Lo sloveno della UAE Emirates, pur cedendo la maglia, mantiene il controllo della classifica generale, dove Vingegaard – nonostante i dubbi iniziali – sembra aver ritrovato il mordente. "Visto? Riesco a tenere il suo passo", ha commentato il danese dopo la tappa, in un messaggio chiaramente diretto al rivale. Le sue parole suonano come un avvertimento, soprattutto in vista delle tappe pirenaiche, dove il terreno più aspro potrebbe rivelare chi, tra i due, ha davvero margini per imporsi.




