La Camera approva la Giornata per Tortora, ma l’astensione del campo largo scatena le polemiche
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Redazione Interno
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Con 178 voti favorevoli e 97 astenuti, la Camera dei deputati ha dato il via libera alla proposta di legge che istituisce la Giornata nazionale dedicata a Enzo Tortora e alle vittime degli errori giudiziari; il provvedimento, che ora passa all'esame del Senato, intende ricordare ogni 17 giugno il calvario giudiziario del noto conduttore televisivo, arrestato in quella data nel 1983 con accuse pesantissime poi rivelatesi del tutto infondate.
La votazione, tuttavia, è stata segnata dalla scelta di astensione dei principali partiti di opposizione, ovvero il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, una decisione che ha scatenato la reazione indignata di Gaia Tortora e l'aspro commento della maggioranza di governo.
La scelta dell'astensione e le motivazioni delle opposizioni
A motivare la posizione del Partito Democratico è stata la deputata Rachele Scarpa, la quale ha spiegato in Aula come il provvedimento sia stato portato al voto senza un adeguato confronto in commissione e senza la discussione sugli emendamenti, un metodo che ha impedito al gruppo di offrire il proprio contributo su una materia così delicata; la Scarpa ha tuttavia precisato che l'astensione non cancella la bontà dei principi ispiratori della legge, dal ricordo di Tortora alla tutela della presunzione di innocenza, e che potrebbe trasformarsi in un voto favorevole in Senato qualora fosse
Garantito un confronto più sostanzioso. Sulla stessa lunghezza d'onda il M5S, con la deputata Valentina D'Orso che ha dichiarato come la memoria da sola non basti e che servano "verità, responsabilità e giustizia", proponendo di definire con chiarezza l'errore giudiziario e ampliare la tutela anche alle persone offese dal reato. Una posizione, quella del campo largo, che secondo i detrattori ha finito per trasformare il Parlamento in un campo di tifoserie contrapposte, dove il riconoscimento di un'ingiustizia storica è stato subordinato alle convenienze di schieramento.
La dura replica di Gaia Tortora e della maggioranza
La figlia di Enzo Tortora, vicedirettrice del TgLa7, non ha usato mezzi termini per commentare l'accaduto, definendo l'astensione delle opposizioni con un secco "Fate pena.
Siete incommentabili" in un post su X, per poi aggiungere in un'intervista al Corriere della Sera che avrebbe preferito un voto contrario, considerando l'astensione un atteggiamento da "pavidi"; la Tortora ha bollato come "pretestuosi" gli argomenti procedurali sollevati dai partiti, sottolineando come la legge fosse semplice e mirata a istituire una giornata di commemorazione, senza entrare nel merito della definizione giuridica di errore giudiziario.
"Si deve istituire una giornata di commemorazione, non dibattere nel merito dell'errore giudiziario", ha ribadito la giornalista, aggiungendo che il suo sdegno non è solo personale, ma condiviso da molte persone coinvolte in casi di malagiustizia, e che persino diversi amici del Pd si sono detti indignati dalla linea del partito. Dure anche le parole del capogruppo di Forza Italia Enrico Costa, che ha parlato di "uno schiaffo a migliaia di cittadini che hanno sofferto per casi di malagiustizia", invitando le opposizioni a spiegare la loro scelta ai circa 100.000 innocenti che hanno perso ingiustamente la libertà, la reputazione e il lavoro.
Il simbolismo di una data e il valore della memoria
La scelta del 17 giugno non è casuale: coincide con l'arresto di Enzo Tortora, avvenuto nel 1983 sulla base di dichiarazioni di collaboratori di giustizia, poi rivelatesi infondate, che lo accusavano di appartenere alla Nuova Camorra Organizzata; il giornalista e conduttore, certo della sua innocenza, rinunciò all'immunità parlamentare per affrontare il processo, trascorrendo sette mesi in carcere prima di ottenere i domiciliari e venendo infine assolto in formula piena nel 1986 dalla Corte d'Appello di Napoli, con la Cassazione che confermò la sentenza l'anno successivo.
La relazione illustrativa del testo legge definisce Tortora "l'emblema di tutti gli innocenti" che, a causa di errori giudiziari, subiscono restrizioni della propria libertà a discapito delle garanzie costituzionali, e la data stessa diventa così il simbolo di un monito per il sistema giustizia, affinché la presunzione di innocenza non rimanga un principio astratto ma una pratica quotidiana.
La proposta, che prevede iniziative culturali e didattiche per sensibilizzare studenti e amministrazioni sul giusto processo, rappresenta un atto formale di riconoscimento da parte dello Stato delle proprie fragilità e della necessità di prevenire il ripetersi di simili tragedie.
I rischi per l'iter parlamentare e le prospettive future
Nonostante l'ampio consenso raccolto in Aula, il provvedimento deve ora superare l'esame del Senato, dove il percorso potrebbe rivelarsi più complesso anche a causa dei tempi stretti determinati dai ritardi accumulati nelle precedenti fasi parlamentari, come segnalato dal primo firmatario Davide Faraone; in particolare, la situazione procedurale è resa più delicata dal fatto che in Senato l'astensione ha un valore diverso e si traduce sostanzialmente in un voto negativo, il che rende cruciale l'atteggiamento che le opposizioni vorranno assumere nella prossima fase.
Gaia Tortora stessa ha espresso la speranza che Pd, M5S e Avs non decidano di astenersi anche a Palazzo Madama, auspicando che il significato profondo di questa legge, che mira a rendere onore a un uomo distrutto da un'accusa infondata e a tutti coloro che hanno subito un torto simile, possa prevalere sulle ragioni della politica contingente. La vicenda, insomma, si sposta ora al Senato, dove la maggioranza e le opposizioni si giocheranno una partita che va oltre il semplice voto, toccando il nervo scoperto del rapporto tra politica, giustizia e coscienza civile del Paese.
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