Yildiz jura amore alla Juve, poi firma maglie e rilancia: “Adesso puntiamo al secondo posto”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non c’è solo la nuova maglia, quella che la Juventus indosserà nel campionato 2026-27 e che già ieri, al MegaStore attaccato all’Allianz Stadium, ha scatenato una processione silenziosa ma ordinata di tifosi in attesa di un autografo. C’è, più profondamente, la conferma di un legame che Kenan Yildiz ha scelto di raccontare senza retorica, strappando fogli e plastificando divise con la stessa determinazione che mette in campo. “Ho la Juve nel cuore”, ha detto il turco, sfruttando una pausa tra centinaia di sostenitori bianconeri – appena dopo l’allenamento mattutino e a poche ore dalla sfida con la Fiorentina – per ringraziare anche John Elkann per “le belle parole su di me”. Una dichiarazione, quest’ultima, che suona come un’investitura informale, ma anche come un modo per ribadire la propria centralità in un progetto che, va ricordato, lo vede legato al club fino al 2030.

L’effetto vetrina, il rinnovo e la fila per il dieci

L’“effetto Yildiz”, come l’hanno ribattezzato gli stessi addetti ai lavori, si è materializzato in una lunga teoria di appassionati accorsi per portarsi a casa la divisa numero dieci. Un numero, quello dieci, che non pesa sulle sue spalle: o almeno, non ancora. Accanto a lui, a distribuire sorrisi e pennarelli, c’erano Teun Koopmeiners e Carlo Pinsoglio, a dimostrare come l’evento avesse assunto i tratti di una piccola coreografia collettiva più che di un mero atto commerciale. Yildiz, però, non si è limitato alla consueta ritualità delle firme. Ha voluto aggiungere un passaggio secco, quasi un atto notarile, sul futuro di Dusan Vlahovic. “Chiedere a lui di restare? L’ho fatto, ma non è una cosa che posso dire io”. Una frase incidentale che pesa come un macigno in un mercato dove ogni parola viene scannerizzata, e che lascia intendere come all’interno dello spogliatoio la questione sia già stata messa sul tavolo, senza però trovare un portavoce ufficiale.

Obiettivi senza cedimenti: “vogliamo il secondo posto del Napoli”

Reduce da un periodo fisicamente complicato – quel problema al ginocchio che ne ha frenato il rendimento nelle ultime settimane, con un fisiologico calo che nessuno ha saputo davvero mascherare – Yildiz ha però chiarito la rotta per il finale di stagione. Non si parla di salvezza spirituale, né di semplice qualificazione alla Champions League: “Vogliamo il secondo posto”. Un obiettivo che, tradotto nel linguaggio della classifica, significa guardare dritto verso il Napoli e non accontentarsi di un arrivo tra le prime quattro. “L’obiettivo – ha scandito – è sempre fare il massimo. Adesso il massimo è il secondo posto, quindi andiamo per quello e per la Champions”. Parole che suonano come una piccola sfida a chi, dall’esterno, ha già archiviato la stagione juventina come un passaggio obbligato verso un futuro migliore. Lui no. Lui preme per l’immediato.

Pressione e Fiorentina: la penultima tappa della volata

Mancano due partite al termine del campionato, e la penultima è proprio contro la Fiorentina: una gara che sa di dentro o fuori per la corsa al secondo posto, ma anche per consolidare il quarto posto utile alla Champions. “Da fuori si percepisce un po’ di pressione – ha ammesso Yildiz ai microfoni di TMW, intervenendo a margine dell’evento allo store – ma noi siamo sereni”. Una tranquillità che non è mai ingenua, specie a Torino, dove vincere è una parola che contiene tutte le sue sfumature: oggi significa non sbagliare il passo con i viola, domani costruire le basi per tornare a lottare per lo scudetto. Il giovane turco, reduce dalla gestione di Luciano Spalletti, non si nasconde: la squadra è “un po’ sotto pressione”, ma il lavoro con il mister procede senza scossoni. E mentre la processione dei tifosi si allontana dal MegaStore, Yildiz torna in campo con una certezza: ha la Juve nel cuore, e lo ha appena messo nero su bianco.

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