Il Verona sceglie Sammarco, il Pisa cerca il nuovo timoniere
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Redazione Sport
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Due panchine si sono mosse, quasi in sincrono, nel campionato di calcio italiano, segnando l’inizio di un nuovo ciclo per due società che, seppur in contesti diversi, hanno avvertito la necessità di una svolta. Da una parte l’Hellas Verona, che dopo l’esonero di Paolo Zanetti ha deciso di guardare al proprio vivaio, promuovendo ad interim alla guida della prima squadra Paolo Sammarco, storico centrocampista del Chievo e fino a ieri allenatore della formazione Primavera. Una scelta, questa, che evoca un legame con il territorio e con la storia recente del club, ma che si carica di un peso notevole vista la posizione di classifica della squadra. Dall’altra, il Pisa, che si ritrova anch’esso a dover cercare l’erede di Alberto Gilardino, dopo che i risultati ritenuti insoddisfacenti hanno portato alla separazione. Mentre il club toscano è ancora immerso nella ricerca del nuovo tecnico, quello scaligero ha già compiuto il suo passo, affidando le sorti di una squadra penultima in classifica a un volto noto, seppur inedito in un ruolo di tale responsabilità.
La crisi veronese e il cambio in corsa
La situazione in cui Sammarco si inserisce è, senza mezzi termini, complicata. Il Verona, infatti, naviga in acque pericolose da tempo, ritrovandosi incastrato nella parte bassa della graduatoria, un dato di fatto che ha reso inevitabile, per la dirigenza, un cambio di rotta. La cessione del brasiliano Giovane al Napoli, giocatore che più di altri aveva brillato nelle prime partite, ha privato la squadra di un punto di riferimento offensivo, senza che al suo posto fosse trovato un rimpiazzo di pari livello. Questo vuoto, percepibile sul campo, ha contribuito a un progressivo crollo dei risultati, un cortocircuito che ha portato dritto all’addio di Zanetti. La scelta di promuovere Sammarco, dunque, arriva in un momento di massima pressione, dove la priorità assoluta diventa invertire una tendenza negativa che sta mettendo a rischio la permanenza nella massima serie.
Le voci dalla città e il clima di preoccupazione
Al di là del rettangolo verde, il clima attorno al club gialloblù è teso, come testimoniano le voci che si alzano dalla città. C’è chi, come Mazzi, lamenta di aver colto già dall’estate segnali poco chiari dalla proprietà, con l’impressione che l’unico obiettivo tangibile fosse quello di generare liquidità attraverso le cessioni. Altri, tra cui Tosi, sottolineano come non sia ancora emerso, a loro dire, quel rispetto dovuto alla storia e alla tradizione del Verona. Preoccupazione, ma anche un appello a non arrendersi, arriva da Fontana, che invita a lottare nonostante le difficoltà. Queste dichiarazioni dipingono un quadro di un presente carico di incertezze, dove il dibattito infuria e le domande sulla direzione del club rimangono, per ora, senza una risposta univoca e rassicurante.
La sfida immediata per il nuovo tecnico
Il compito di Sammarco, pertanto, non si limita alla mera gestione tattica degli incontri. La sua sfida, immediata e delicata, è quella di ricucire uno spogliatoio probabilmente scosso dai recenti accadimenti, di infondere fiducia in un gruppo che ha perso punti preziosi, e di trovare un equilibrio nuovo dopo l’uscita di scena di un elemento cardine. Deve farlo, per giunta, senza il bagaglio dell’esperienza in prima squadra, ma sfruttando quella conoscenza approfondita dei giovani del vivaio che potrebbe portare a valorizzare qualche risorsa interna. Parallelamente, lontano dalle rive dell’Adige, il Pisa conduce la sua ricerca, consapevole che la scelta del successore di Gilardino dovrà essere altrettanto mirata per risollevare un’annata iniziata sotto cattivi auspici. Due storie, due cambi, un’unica certezza: nel calcio, il tempo a disposizione per lasciare il segno è sempre meno di quel che sembra.




