Il Verona di Sammarco tra ricordi d’altri tempi e i dubbi in attacco per la sfida al Milan
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Redazione Sport
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L’Hellas Verona si prepara ad accogliere il Milan al “Marcantonio Bentegodi” per il match della trentatreesima giornata di campionato, un confronto che per i padroni di casa, attualmente ultimi in classifica, rappresenta l’ennesimo snodo cruciale in una stagione tormentata. A parlare alla vigilia, nella consueta conferenza stampa, è stato l’allenatore gialloblù Paolo Sammarco, il quale ha voluto innanzitutto sottolineare il legame professionale che lo unisce ai prossimi avversari, avendo mosso i primi passi proprio nel vivaio rossonero. «È passato un po’ di tempo – ha raccontato il tecnico – ho fatto tutte le giovanili e sono arrivato alla Primavera, era un Milan diverso, con delle bandiere come Maldini e Costacurta, giocatori che ho avuto la fortuna di vedere; un’esperienza che mi porterò sempre dentro». Un ricordo, quello di un club dai pezzi da novanta, che si scontra con la necessità di fermare la corazzata attuale di Massimiliano Allegri, reduce però da una battuta d’arresto pesante come lo 0-3 incassato in casa contro l’Udinese otto giorni fa.
Rientri pesanti e il nodo Mosquera
Dal punto di vista strettamente sanitario, la situazione in casa Verona presenta luci e ombre, con Sammarco costretto a gestire le residue energie di un organico provato dagli infortuni. La buona notizia, senza dubbio, riguarda il recupero di due pedine fondamentali come Lovric e Bella Kotchap; entrambi, come confermato dallo stesso allenatore, hanno accumulato almeno tre sedute d’allenamento complete alle spalle e saranno regolarmente a disposizione per il match odierno. Tuttavia, permangono forti dubbi in zona d’attacco, dove l’incertezza regna sovrana. «Abbiamo qualche piccolo acciacco – ha spiegato Sammarco – Bowie ha un piccolo risentimento, mentre Mosquera non sta benissimo. Ci teniamo qualche dubbio». Proprio riguardo al colombiano Mosquera, il tecnico ha voluto specificare la natura del problema, rivelando come si tratti di un fastidio al ginocchio che perdura ormai da lungo tempo, limitando drasticamente la continuità degli allenamenti e rendendo così titubante una sua convocazione dal primo minuto.
Un Milan “arrabbiato” per riscattare lo scivolone
Osservando il fronte opposto, l’imperativo per i rossoneri, a otto giorni di distanza da quella brutta sconfitta interna, è quello di tornare immediatamente a macinare gioco e punti per consolidare le proprie ambizioni di alta classifica. Paolo Sammarco, nella sua analisi pre-partita, ha descritto il Diavolo come una squadra ferita nell’orgoglio, consapevole della necessità di rialzarsi immediatamente dopo il passo falso rimediato al “Meazza”. «Mi aspetto un Milan con grande qualità – ha dichiarato l’allenatore del Verona – oltre che arrabbiato: abbiamo visto come sono andate le ultime due partite, dunque metterà in campo qualità, ma noi vogliamo ribattere colpo su colpo». Per i gialloblù, che arrivano a questa sfida con l’acqua alla gola e la necessità assoluta di invertire una rotta che sa ormai di condanna, l’obiettivo sarà quello di opporre alla voglia di riscatto degli avversari una determinazione forgiata dalla disperazione, cercando di approfittare di ogni minima distrazione della retroguardia milanista.
Le scelte tattiche per tamponare l’emergenza
In attesa di sciogliere gli ultimi dubbi legati alle condizioni fisiche di Bowie e Mosquera, il tecnico gialloblù si trova dunque a dover valutare soluzioni alternative per non scoprire troppo la manovra offensiva. Le dichiarazioni rilasciate lasciano intendere la possibilità di un cambio di modulo in corsa, con il Verona che potrebbe schierarsi a due punte oppure mantenere un assetto simile a quello visto nelle scorse uscite, a seconda della disponibilità dei singoli. «Potremmo giocare a due punte o più o meno come la settimana scorsa – ha specificato Sammarco – le abbiamo provate tutte e due». A disposizione, oltre ai rientranti, ci sono profili come Oyegoke e Bradaric (quest’ultimo avvantaggiato da una settimana di lavoro in più), senza dimenticare Belghali, di cui il mister ha lodato la prestazione contro la Fiorentina nonostante le critiche ricevute dopo la gara col Torino. Una batteria di giocatori, insomma, chiamata a farsi trovare pronta per regalare una scossa a una classifica che, al momento, vede il Verona immobilizzato all’ultimo posto.




