Tregua umanitaria a Oleshky: stop ai combattimenti per i civili
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Redazione Esteri
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È entrato in vigore un cessate il fuoco localizzato intorno a Oleshky, città del sud dell'Ucraina occupata dalla Russia, per consentire una tregua umanitaria in un centro rimasto isolato. L'intesa, annunciata dalla First Lady statunitense Melania Trump e accettata da entrambe le parti, punta a rendere possibile un'operazione di soccorso in una città dove da settimane mancano cibo e medicinali. Il Ministero della Difesa russo ha confermato su Telegram che le forze di Mosca hanno cessato il fuoco nel settore di Kherson «dalle 4 del mattino ora di Mosca», nell'ambito dei preparativi per l'operazione.
Civili intrappolati tra fame, mine e carenza di elettricità
Le stime dell'Onu parlano di un massimo di 1.700 residenti rimasti in città, tra cui 47 bambini, bloccati in quella che l'organizzazione descrive come una «trappola mortale»: mancano acqua, elettricità e condizioni minime di sicurezza. Si prepara l'uscita dei civili da Oleshky, ma l'operazione deve fare i conti con il rischio delle mine, che complica qualsiasi movimento lungo le vie di evacuazione. Per chi è rimasto, la sospensione dei combattimenti rappresenta una questione di sopravvivenza prima ancora che diplomatica.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha definito la tregua «un precedente», utile anche in vista della ripresa dei colloqui trilaterali, confermati per novembre. Se il cessate il fuoco reggesse, sarebbe il primo segnale concreto di impegno condiviso dopo mesi di stallo, e il suo valore politico si aggiunge a quello umanitario.
L'attacco notturno su Kiev e le richieste di Zelensky sui Patriot
Mentre a Oleshky le armi tacciono, nella notte la Russia ha colpito l'Ucraina con 16 missili balistici e oltre 280 droni, come ha riferito sui social il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Ci sono state vittime e i raid hanno raggiunto Kiev, in particolare il Ponte Sud, snodo infrastrutturale della capitale. Zelensky ha parlato di «una grave escalation nell'operazione russa contro la nostra logistica».
Nel suo messaggio su X il presidente ha chiesto agli alleati l'invio di sistemi Patriot e ha puntato il dito contro i ritardi nelle forniture: «I ritardi artificiali e prolungati nella consegna dei pacchetti di missili intercettori per i sistemi Patriot e Nasams stanno aiutando direttamente la Russia a raggiungere gli obiettivi della sua campagna terroristica». Zelensky ha aggiunto che ogni ritardo si traduce in un ulteriore attacco contro una struttura ucraina.
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