Borsa, Milano frena con il dividend day mentre pesano Iran e petrolio
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Redazione Economia
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La Borsa di Milano scivola a metà seduta sotto il peso del “dividend day”, mentre sui mercati europei tornano a farsi sentire le tensioni tra Stati Uniti e Iran e il rialzo del petrolio. Il Ftse Mib cede terreno e si avvicina alla soglia dei 48 mila punti, frenato soprattutto dallo stacco delle cedole di 22 società del paniere principale. Il controvalore complessivo delle distribuzioni agli azionisti sfiora i 16 miliardi di euro e l’impatto sull’indice milanese viene stimato intorno all’1,51%.
L’andamento delle altre piazze europee resta più contenuto e alterna rialzi e ribassi nel corso della mattinata. Parigi perde lo 0,7%, Madrid arretra dello 0,58%, mentre Francoforte riesce a mantenersi leggermente positiva. Londra e Amsterdam oscillano attorno alla parità. I listini provano a recuperare dai minimi dell’avvio di seduta, ma il clima resta prudente per effetto dell’incertezza geopolitica e delle ripercussioni sui mercati energetici.
Tensioni Usa-Iran e petrolio al centro dei mercati
Le preoccupazioni degli investitori tornano a concentrarsi sul Medio Oriente e sul rischio di un possibile shock energetico. Il prolungato blocco dello Stretto di Hormuz alimenta infatti i timori su nuove difficoltà nelle forniture di greggio, con il petrolio che si mantiene sopra i 110 dollari al barile. Il rialzo delle quotazioni energetiche riporta sotto osservazione anche il tema dell’inflazione, in un contesto in cui i rendimenti dei titoli di Stato continuano a salire e il Btp si avvicina al 4%.
La cautela coinvolge sia i mercati europei sia Wall Street, mentre gli operatori seguono con attenzione l’evoluzione del quadro internazionale. La volatilità resta elevata e spinge gli investitori a monitorare soprattutto i comparti più esposti ai movimenti delle materie prime e ai rischi geopolitici. In questo scenario, il recupero delle Borse dai minimi di giornata appare ancora fragile e legato all’andamento delle notizie provenienti dal fronte mediorientale.
Milano penalizzata dalle cedole e osservata speciale sui tecnologici
A Piazza Affari il calo risulta più marcato rispetto al resto d’Europa proprio per l’effetto tecnico dello stacco dividendi. Diverse blue chip distribuiscono infatti le cedole annuali o intermedie, incidendo direttamente sulla performance dell’indice principale. Secondo le stime diffuse da Intermonte per MF-Milano Finanza, il peso complessivo del “dividend day” sul Ftse Mib raggiunge l’1,51%, con circa 16 miliardi destinati agli azionisti.
Sotto osservazione anche il comparto tecnologico, in attesa della trimestrale di Nvidia prevista per mercoledì. L’attenzione degli operatori resta concentrata sui risultati del gruppo statunitense e sulle possibili indicazioni per il settore tech, già al centro dei movimenti dei mercati globali negli ultimi mesi. Nel frattempo, l’euro si muove contro il dollaro in un contesto di elevata prudenza, mentre l’oro continua a essere monitorato come bene rifugio nelle fasi di maggiore tensione finanziaria.




