Lunedì 18 maggio 2026, il “Dividend Day” di Piazza Affari: 71 cedole e un ribasso tecnico dell’1,51%
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Redazione Economia
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Lunedì 18 maggio 2026, l’atteso “Dividend Day” – il giorno, cioè, caratterizzato dal maggior numero di stacchi dei dividendi relativi ai bilanci dell’esercizio 2025 – si prepara a segnare il calendario di Borsa Italiana, con ben 71 aziende che distribuiranno la cedola ai propri azionisti. Se si considera il solo listino principale, 22 società appartenenti al Ftse Mib procederanno allo stacco, generando un impatto tecnico sull’indice delle blue chip stimato da Intermonte intorno all’1,5%, anche se i calcoli più recenti della vigilia parlano di una flessione quantificabile nell’1,51%.
I numeri da record del mercato italiano
Si tratta di una tornata ricca, che vede Piazza Affari confermarsi, in questo particolare segmento finanziario, la regina d’Europa: il dividend yield del listino milanese tocca infatti il 4,2%, un dato superiore alla media continentale. Lunedì prossimo, dunque, gli azionisti incasseranno un giro d’affari complessivo di circa 16 miliardi di euro (escludendo tre pesi massimi come Stellantis, Tim e Fincantieri, che scolgono i loro calendari in autonomia). A questi si aggiungono le altre società, tra mid cap, small cap e le Pmi dell’Egm, che portano il totale delle aziende impegnate in questa distribuzione (dopo la prima tornata del 20 aprile) a circa 70.
I protagonisti del listino principale
Nello specifico, ecco l’elenco delle aziende del Ftse Mib che lunedì 18 staccheranno la cedola, con le rispettive cifre: A2A (0,104 euro), Amplifon (0,29 euro), Assicurazioni Generali (1,64 euro), Azimut (2 euro), Avio (0,14846 euro), Brunello Cucinelli (1,04 euro), Buzzi (0,70 euro), MPS-Monte dei Paschi di Siena (0,86 euro), BPER (0,56 euro), Diasorin (1,30 euro), ENI (0,27 euro), FinecoBank (0,79 euro), Inwit (0,5543 euro), Intesa SanPaolo (saldo di 0,19 euro), Italgas (0,432 euro), Lottomatica (0,44 euro), Moncler (1,40 euro), Nexi (0,30 euro), Recordati (1,34 euro), Saipem (0,17 euro), Unipol (1,12 euro) e Tenaris (0,5106 dollari). Va ricordato, per chi opera sui mercati, che venerdì 15 maggio rappresentava l’ultimo giorno utile – il cosiddetto “cedola secca” – per poter incassare questi dividendi.
Il caso Technoprobe e le nuove raccomandazioni
Parallelamente al meccanismo degli stacchi, l’attenzione degli analisti si è concentrata su Technoprobe dopo la pubblicazione della trimestrale. Il titolo, trainato dalla domanda di chip per l’intelligenza artificiale, ha visto un deciso rally (con un rialzo del 35,67% solo nell’ultima seduta) spinto da conti record e da una guidance che anticipa gli obiettivi del 2027 al 2026. Di conseguenza, le banche d’affari hanno aggiornato i target price: Deutsche Bank ha confermato il giudizio “Buy” alzando il prezzo obiettivo a 35 euro, mentre Equita sim mantiene il “Buy” con un target rivisto a 28 euro. Banca Akros, da parte sua, ha migliorato l’opinione sul titolo, portandolo ad “Accumulate”.




