Tajani vola a Washington per l'alleanza sui minerali critici, sullo sfondo il "Project Vault" di Trump
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Redazione Esteri
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Il ministro degli Esteri Antonio Tajani si recherà a Washington per prendere parte, il 4 febbraio, alla riunione ministeriale sui minerali critici convocata dal Segretario di Stato americano Marco Rubio, il quale aprirà i lavori assieme al Vice Presidente J.D. Vance. L'incontro, definito "storico" dal Dipartimento di Stato, rappresenta il primo vertice di questo livello dedicato a promuovere sforzi collettivi per rafforzare e diversificare le catene di approvvigionamento di quei minerali essenziali e delle terre rare, la cui estrazione e lavorazione sono oggi dominate dalla Cina. L'evento, che mira a delineare un'alleanza strategica tra nazioni partner, fornirà inoltre a Tajani l'occasione per un nuovo scambio di vedute con Rubio sui principali dossier internazionali, in un momento di ridefinizione degli equilibri geopolitici.
L'iniziativa americana e la risposta europea
Il vertice di Washington si colloca in un quadro di iniziative concrete già avviate dall'amministrazione del presidente Trump, la quale ha recentemente presentato il "Project Vault". Questo programma, una nuova riserva federale di minerali critici destinata alle aziende, è espressamente concepito per proteggere l'economia americana dalla volatilità dei prezzi delle materie prime e da quello che viene percepito come un uso geopolitico delle forniture da parte di attori rivali. Parallelamente, come rivelato da fonti di stampa, l'Unione europea starebbe lavorando a una proposta di partnership mineraria da sottoporre agli Stati Uniti, con l'obiettivo comune di limitare la dipendenza da Pechino e di sviluppare metodi alternativi per reperire le sostanze fondamentali per la transizione digitale e verde.
La posta in gioco: semiconduttori, difesa e autonomia strategica
La posta in gioco, dietro i tecnicismi delle catene di approvvigionamento, è altissima e riguarda direttamente la sovranità tecnologica e la sicurezza nazionale. Minerali come il litio, il cobalto o le terre rare sono infatti componenti insostituibili per la produzione di una vasta gamma di tecnologie avanzate: dai veicoli elettrici ai semiconduttori, fino a componenti sensibili per i settori della ricerca e della difesa. La concentrazione dell'offerta in un'unica area geografica – un fenomeno che gli analisti definiscono di "monopolio funzionale" – espone sia gli Stati Uniti che l'Europa a rischi di natura strategica, rendendo imperativo, per entrambi, trovare una via per diversificare le fonti e garantire flussi sicuri.
Un mosaico di interessi da comporre
La missione di Tajani si inserisce dunque in questo complesso mosaico, dove gli interessi nazionali italiani ed europei devono essere calibrati con la nuova politica industriale e di sicurezza americana. L'iniziativa "Project Vault", che punta a creare una riserva fisica per il settore privato, e la possibile partnership transatlantica su cui lavora Bruxelles, che potrebbe concretizzarsi in un memorandum d'intesa con una roadmap operativa entro tre mesi, sono due facce della stessa medaglia. L'obiettivo condiviso, sebbene perseguito con strumenti parzialmente diversi, rimane quello di costruire un'architettura alternativa di approvvigionamento, riducendo la vulnerabilità che accomuna le due sponde dell'Atlantico in un settore vitale per il futuro delle loro economie.




