Addio a Lea Pericoli, la "Divina" del tennis italiano

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Lea Pericoli, celebre tennista italiana, è scomparsa ieri all'età di 89 anni nella sua amata Milano, città che le aveva dato i natali e che aveva lasciato giovanissima per poi farvi ritorno a 17 anni. La sua carriera sportiva, iniziata nei primi anni Cinquanta, si è sviluppata in un'epoca in cui il tennis femminile era ben lontano dall'avere la visibilità e il supporto economico di oggi. La WTA non esisteva ancora, gli sponsor erano rari e i contratti televisivi inesistenti. Nonostante ciò, Lea Pericoli ha saputo distinguersi per la sua eleganza e il suo spirito libero, caratteristiche che l'hanno resa una figura iconica non solo nel mondo dello sport, ma anche in quello della moda e del giornalismo.

Cresciuta tra Addis Abeba e Nairobi, dove ha compiuto i suoi studi, Lea ha tratto dalla sua gioventù in Africa una voglia di libertà che ha permeato tutta la sua vita. Figlia di una famiglia benestante di "colonizzatori", ha saputo rompere gli schemi imposti dalla sua educazione, diventando un simbolo di emancipazione e indipendenza. La sua carriera tennistica è stata segnata da numerosi successi, ma anche da momenti di grande umanità e ironia, come quando, su consiglio del suo allenatore, decise di abbandonare i pallonetti per andare a rete, cadendo e ridendo di se stessa.

Oltre al tennis, Lea Pericoli ha avuto una brillante carriera come giornalista e commentatrice sportiva. Orgogliosa di aver scritto sul primo numero del Giornale, si sentiva intimamente legata a questa testata, tanto da soffrire molto il distacco quando le loro strade si sono separate. La sua collaborazione con Indro Montanelli, che aveva intuito il valore di arricchire la redazione con firme d'eccezione, ha contribuito a fare di lei una delle voci più autorevoli e rispettate del giornalismo sportivo italiano.

La scomparsa di Lea Pericoli lascia un vuoto nel mondo del tennis e del giornalismo, ma il suo spirito libero e la sua eleganza continueranno a vivere nel ricordo di chi l'ha conosciuta e ammirata.

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