Merz rilancia: rimpasto di governo e presa di distanza da Spahn dopo lo scandalo della maternità surrogata

Merz rilancia: rimpasto di governo e presa di distanza da Spahn dopo lo scandalo della maternità surrogata
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il cancelliere federale Friedrich Merz ha scosso le acque della politica tedesca ventilando l'ipotesi di un rimpasto di governo, un'eventualità che arriva a caldo dopo le dimissioni del capogruppo dell'Unione Cdu/Csu al Bundestag, Jens Spahn. La crisi, innescata dalla scelta di Spahn di diventare padre attraverso una madre surrogata negli Stati Uniti, pratica illegale in Germania, si è trasformata in un'occasione per il leader della Cdu per riprendere in mano le redini del partito e del governo.

"Potrebbe essere l'occasione per riflettere nuovamente sulla composizione del governo federale", ha dichiarato Merz nel corso del colloquio estivo con la Zdf, precisando di parlare "al condizionale", ma lasciando intendere che i cambiamenti potrebbero andare ben oltre la semplice sostituzione del suo dimissionario capogruppo.

Il caso Spahn: padre in America con la maternità surrogata

L'innesco di questa crisi politica, che rischia di indebolire ulteriormente una coalizione già in difficoltà nei sondaggi, è stata la vicenda personale di Jens Spahn. Il politico 46enne, ex ministro della Salute e da lungo considerato un rivale interno del cancelliere, ha annunciato di essere diventato padre insieme al marito Daniel Funke. La nascita del piccolo Georg, avvenuta negli Stati Uniti tramite una madre surrogata, ha però scatenato un'ondata di indignazione trasversale.

In Germania, la gestazione per altri è vietata dalla legge sulla protezione degli embrioni del 1990, e lo stesso Spahn, in passato, si era sempre opposto a un allentamento del divieto, anche quando, nel 2020, era ministro della Salute. La sua posizione pubblica, ribadita dal partito con una risoluzione nel febbraio scorso, è stata giudicata ipocrita da più parti, con le opposizioni e persino esponenti del suo stesso partito che hanno parlato di "doppia morale".

Le dimissioni e la reazione del cancelliere

Di fronte al crescere delle polemiche, che rischiavano di minare la credibilità dell'intero governo in vista delle importanti elezioni regionali di settembre in Sassonia-Anhalt, Berlino e Meclemburgo-Pomerania Anteriore, le dimissioni sono apparse come l'unica via d'uscita. Jens Spahn ha rassegnato le dimissioni da capogruppo, scrivendo in una nota: "Ho capito che la mia felicità personale, fondare una famiglia con mio marito e diventare padre, non è compatibile con il mio ufficio politico".

Il cancelliere Friedrich Merz, che aveva già chiesto pubblicamente il suo passo indietro, ha definito la decisione "giusta e inevitabile", sottolineando che "la credibilità è il bene più alto in politica". Le dimissioni, sebbene accolte con rispetto da alcuni colleghi, rappresentano un duro colpo per la Cdu, privando il partito di una delle sue figure più potenti, sebbene anche controverse, a causa dei precedenti legati allo scandalo delle mascherine e ai suoi rapporti con ambienti conservatori americani.

Rimpasto in vista: chi per Spahn e le sfide per Merz

Con la poltrona di capogruppo vacante, il pensiero di Merz corre già alla riorganizzazione del suo esecutivo. L'obiettivo dichiarato è quello di sfruttare l'occasione per dare una scossa a un governo che paga sul fronte del consenso popolare, come dimostra il dato dell'ultimo sondaggio ARD-DeutschlandTrend che attribuisce al cancelliere un tasso di soddisfazione fermo al 13%. Il ministro della Cancelleria, Thorsten Frei, è indicato come il favorito per la successione di Spahn alla guida del gruppo parlamentare.

Un eventuale spostamento di Frei, però, creerebbe a sua volta un vuoto nella cerchia dei collaboratori più stretti di Merz, innescando un effetto domino che potrebbe portare a un rimpasto più ampio. Il cancelliere ha annunciato che intende decidere il nome del successore di Spahn entro fine luglio, con una riunione del presidente della Cdu già fissata per il 20 luglio.

La scelta dovrà tenere conto delle delicate dinamiche interne e della necessità di presentarsi uniti alle elezioni regionali, dove la Cdu rischia di subire un duro colpo dalla crescente popolarità dell'AfD, l'Alternative für Deutschland, specialmente in Sassonia-Anhalt.

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