Lindsey Vonn operata dopo l'incidente a Cortina, il lungo volo verso l'ospedale
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Redazione Sport
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Un urlo acuto, improvviso, ha lacerato il gelido silenzio che avvolgeva le Tofane in quel primo pomeriggio di gara, mentre tredici secondi soltanto separavano la sciatrice dal cancelletto di partenza della discesa libera olimpica dallo schianto contro la neve. Lindsey Vonn, la stella statunitense attesa tra le favorite per l'oro, è scivolata in una caduta rovinosa sul tracciato Olympia, prima ancora di superare il primo intermediario, costringendo all'immediata interruzione della prova e a un soccorso che, per via della conformazione del pendio, ha richiesto l'intervento dell'elisoccorso. La campionessa, che nei giorni precedenti aveva reso noto di aver completamente rotto il legamento crociato durante l'ultima gara di Coppa del Mondo a Crans Montana, è stata stabilizzata sul posto e poi caricata con un verricello sull'elicottero, che si è diretto verso il punto di primo soccorso allestito per i Giochi fra i comprensori di Milano e Cortina.
Il percorso della campionusa verso la struttura sanitaria
Dalle prime valutazioni mediche, emerse con rapidità dopo l'arrivo al centro di assistenza, è stata confermata la gravità del trauma: una frattura, probabilmente localizzata al femore, alla gamba sinistra. Una diagnosi che ha reso necessaria un'operazione chirurgica immediata, la quale, tuttavia, non poteva essere eseguita nell'ospedale olimpico Codivilla a Cortina d'Ampezzo, non essendo attrezzato per un intervento di tale complessità. La decisione dei sanitari ha quindi dirottato il trasporto della atleta verso una struttura di livello più elevato, lontana dal contesto montano, optando infine per un volo verso gli ospedali della pianura. L'applauso spontaneo levatosi dalla tribuna al passaggio del velivolo ha accompagnato simbolicamente l'inizio di un trasferimento che ha condotto Vonn lontano dalle piste.
L'intervento chirurgico e la definizione delle lesioni
La chirurgia, una volta giunti in ospedale, è stata inevitabile e ha permesso di stabilizzare con precisione la frattura, confermando le ipotesi iniziali sul femore senza però rivelare, almeno nelle comunicazioni ufficiali, ulteriori danni agli altri tessuti dell'arto. L'operazione, tecnicamente complessa vista la natura dello sport praticato e la potenza muscolare dell'atleta, si è conclusa in modo soddisfacente secondo il team medico, che ne ha monitorato ogni fase mentre la gara, dopo una lunga pausa, riprendeva con le altre concorrenti in lista. Di lei, in quella seconda parte di competizione, è rimasto solo il boato del pubblico per il passaggio dell'elicottero, un'eco svanita in fretta nel frastuono delle nuove discese, come quella dell'austriaca Mirjam Puchner e dell'italiana Sofia Goggia.
Le conseguenze immediate dell'infortunio in gara
L'incidente, oltre a porre fine alla speranza olimpica della sciatrice, ha riacceso il dibattito sulla sua scelta di gareggiare nonostante il preesistente e grave infortunio al ginocchio, una condizione che molti addetti ai lavori consideravano un limite evidente alla piena capacità di governo degli sci su un tracciato tecnico e veloce come quello di Cortina. La caduta, del resto, non è stata causata da una collisione con ostacoli esterni ma da una perdita di controllo durante una curva, un fatto che ha spinto alcuni a interrogarsi sulla reale condizione fisica in cui la atleta si era presentata alla partenza. La sua assenza, d'ora in poi, peserà non solo sul medagliere statunitense ma anche sul panorama stesso della disciplina, privata di una delle sue figure più carismatiche e competitive, mentre le sue condizioni richiederanno un percorso di riabilitazione la cui durata appare, al momento, del tutto indefinita.




