Motor Valley Fest 2025, la sfida tra innovazione e tradizione nella valle dei motori

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Andrea Pontremoli, amministratore delegato di Dallara, non ha usato mezzi termini quando ha parlato del futuro della Motor Valley, sottolineando come la Cina, nonostante la spinta tecnologica, non possa competere con un patrimonio fatto di storia, competenze e relazioni che qui si tramandano da decenni. "Il mondo corre verso l’innovazione, ma cerca ancora la storia", ha detto durante il convegno inaugurale del Motor Valley Fest, che fino all’8 giugno animerà Modena con dibattiti, mostre e incontri tra i big dell’automotive. E la storia, in Emilia-Romagna, non è un optional: è il frutto di una socialità unica, di collaborazioni trasversali tra aziende grandi e piccole, e di quel savoir-faire che ha reso la regione un punto di riferimento globale.

Il festival, giunto alla settima edizione, si è aperto con un focus sull’industria 5.0, esplorando le nuove frontiere della mobilità autonoma, dell’intelligenza artificiale e della sostenibilità. Al Teatro Storchi, imprenditori, manager e istituzioni hanno discusso delle trasformazioni che stanno ridisegnando il settore, dalla filiera produttiva ai servizi logistici, passando per le sfide poste dalla transizione ecologica. Non mancano, però, i momenti dedicati alla cultura motoristica, come la mostra Motori Fenomenali, allestita nella chiesa sconsacrata di San Carlo, dove Piero Ferrari, Giampaolo Dallara e altri protagonisti del motorsport hanno ripercorso cinquant’anni di corse. Tra loro c’era anche l’artista Rasponi, che con una giacca dipinta – omaggio ad Ayrton Senna – ha incarnato lo spirito anticonformista della kermesse.

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