Pitti Uomo, lusso sobrio e hi-tech, il Made in Italy reagisce alla crisi
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Redazione Interno
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Parlare di ottimismo, qui a Pitti Uomo, sarebbe avventato. Tuttavia, l’aria che si respira nella Fortezza da Basso non è né cupa né pessimista, nonostante il calo di consumi e fatturati. C’è cautela, certo, ma anche la consapevolezza che restare immobili aspettando tempi migliori non è fattibile. A prevalere, dunque, sono una misurata positività e la voglia di fare per invertire la tendenza. Durante l’incontro stampa d’apertura, il ministro delle imprese Adolfo Urso, collegato in videoconferenza, ha confermato che dell’emergenza del comparto moda si parlerà al tavolo previsto il prossimo 24 gennaio a Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Nel giorno dell’inaugurazione dell’edizione 107 di Pitti Immagine Uomo, in cui si svelano le collezioni del prossimo autunno/inverno, il sentiment dominante è l’ottimismo che doverosamente accompagna la manifestazione più importante del settore. Presenti 790 brand, di cui il 45% provenienti dall’estero. È un ottimismo moderato, però, che si riflette nelle collezioni presentate: lusso sobrio, innovazione hi-tech e un ritorno alle origini.
Tra le collezioni del prossimo autunno/inverno spiccano i nomi di alcuni campioni del pallone: debutta Luís Figo con la sua collezione LF, lo stand è affollato di persone curiose di vedere le nuove proposte. Il passato torna in passerella, con i brand che riscoprono le origini e vestono l’uomo contemporaneo. Via vai continuo sulle passerelle dei padiglioni di Pitti Uomo 107 nella prima giornata, avvolta nel vento gelido ma virtualmente scaldato dal tema dominante “Fire” con il falò virtuale che arde nel piazzale della Fortezza da Basso.
Buona la prima a Pitti Uomo anche per i calzaturieri fermani che producono calzature da uomo di fascia alta e puntano sul proprio marchio.




