Paris torna alla vittoria a Kvitfjell, battendo il dominio svizzero
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Redazione Sport
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Dominik Paris, a 35 anni, ha dimostrato ancora una volta di essere un fuoriclasse dello sci alpino, vincendo la discesa libera di Coppa del Mondo a Kvitfjell, in Norvegia. Con un tempo di 1’44”67, l’altoatesino ha superato i favoriti svizzeri, Marco Odermatt e Niels Hintermann, che si sono piazzati rispettivamente al secondo e terzo posto. Una vittoria che arriva dopo oltre un anno di attesa, l’ultima risalendo alla Val Gardena nel dicembre 2023, e che segna un ritorno trionfale per un atleta che non ha mai smesso di lottare, nonostante le delusioni recenti.
Paris, che ai Mondiali di Saalbach aveva mancato il podio per pochi centesimi sia nella discesa libera che nel superG, aveva già preannunciato la sua determinazione: «Se sono al meglio, posso ancora battere gli svizzeri, devo essere perfetto». Promessa mantenuta sulle nevi norvegesi, dove ha saputo imporsi su una pista che, insieme a quelle di Bormio e Kitzbuehel, è tra le sue preferite. Quella di Kvitfjell è infatti la sua quinta vittoria in carriera nella località scandinava, la quarta in discesa libera.
La prova di oggi non è stata solo una rivincita personale, ma anche una dimostrazione di forza contro uno squadrone svizzero che, negli ultimi anni, ha dominato la scena internazionale. Gli elvetici, capaci di conquistare l’oro e il bronzo ai Mondiali e di occupare le prime posizioni nelle ultime gare di Coppa del Mondo, hanno dovuto inchinarsi davanti a un Paris in stato di grazia. Un risultato che riaccende i riflettori sull’azzurro, che con questa vittoria raggiunge la diciannovesima affermazione in discesa libera e la ventitreesima in totale in Coppa del Mondo, avvicinandosi al record di Gustavo Thoeni.
Tra gli altri italiani, Florian Schieder si è classificato 18°, mentre Christof Innerhofer, Nicolò Molteni e Giovanni Franzoni hanno conquistato punti piazzandosi rispettivamente al 22°, 27° e 30° posto. Meno fortunati Benjamin Jacques Alliod, 47°, e Matteo Franzoso, costretto al ritiro poco dopo il primo intermedio.
La vittoria di Paris non è solo un trionfo sportivo, ma anche una storia di resilienza. A 35 anni, età in cui molti atleti iniziano a pensare al ritiro, l’altoatesino continua a competere ai massimi livelli, dimostrando che l’esperienza e la determinazione possono ancora fare la differenza. Con questa affermazione, Paris si conferma non solo come uno dei più grandi discesisti della storia dello sci italiano, ma anche come un esempio di tenacia e passione per lo sport.




