Dominik Paris fa il bis a Kvitfjell: dopo la discesa vince anche il superG
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Redazione Sport
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Sull’Olympiabakken di Kvitfjell, la pista che conosce ormai come le sue tasche – al punto da avervi costruito un vero e proprio regno personale – Dominik Paris ha chiuso la stagione nel modo che più gli somiglia: vincendo. A quasi trentasette anni, un’età in cui molti atleti iniziano a fare i conti con il conto alla rovescia, il capitano azzurro ha invece firmato la seconda doppietta consecutiva in Norvegia, quella che vale l’ottavo successo su questo tracciato e il ventiseiesimo in carriera in Coppa del Mondo. Dopo il trionfo di ieri in discesa, ecco dunque il bis nel superG, impreziosito da un tempo di 1:26.81 che ha tenuto a bada per soli sette centesimi l’austriaco Vincent Kriechmayr, mentre il terzo gradino del podio è andato al connazionale Raphael Haaser, staccato di trentotto centesimi.
La gara, ultima prova veloce maschile di questa annata, ha consegnato a Paris una vittoria che lo stesso diretto interessato, al traguardo, ha definito inaspettata. “Non me l’aspettavo, ma sapevo che potevo vincere”, ha spiegato, restituendo in poche parole la sintesi perfetta di un’attitudine che lo ha sempre contraddistinto: quella di non lasciarsi mai andare alla presunzione, ma di presentarsi sulla linea di partenza con la consapevolezza di poter fare male. Le sensazioni sulla neve mossa, ha aggiunto, erano “strane”, eppure la sua discesa è stata chirurgica, costantemente in attacco, priva di quegli errori che in una specialità come il superG possono costare carissimo. Quando ha visto la luce verde, ha confessato, ha dovuto guardare due volte per crederci.
A Kvitfjell, del resto, Paris ha fatto la storia a suon di numeri che iniziano ad assumere contorni da leggenda. Otto vittorie complessive, cinque delle quali in discesa e tre in superG, e una capacità di ripetersi che trova nella località norvegese il suo palcoscenico preferito. Ma a rendere questo weekend memorabile per l’Italia non è stato soltanto il bis del fuoriclasse altoatesino. Il circo bianco ha assistito a una sorta di “en plein” azzurro, raro e prezioso: quattro gare, quattro vittorie. A completare il quadro, infatti, ci hanno pensato Laura Pirovano, che sabato si era imposta nella discesa femminile aggiudicandosi la Coppa di specialità, e Sofia Goggia, autrice oggi a sua volta di un superG perfetto che le è valso il primo successo stagionale nella disciplina e la conquista della sfera di cristallo.
Un dominio azzurro che profuma di storia
Il dato, per chi ha a cuore lo sci italiano, è di quelli che non passano inosservati: quattro vittorie in due giorni, due per il settore maschile e due per quello femminile, con un’Italia che sulle nevi norvegesi ha messo in scena una dimostrazione di forza che sembrava appartenere a un’altra epoca. Per Paris, quella di oggi è la sesta affermazione in superG in carriera, un successo che lo ha proiettato anche all’ottavo posto nella classifica generale finale con 698 punti. Ma la stagione, per lui, era già stata segnata dal bronzo olimpico in discesa sulla Stelvio di Bormio, un podio arrivato tra le mura di casa che aveva già dato il tono a un’annata comunque di altissimo profilo. E se dal punto di vista delle coppe di specialità maschili non c’è stata partita – Marco Odermatt, già matematicamente vincitore della generale, si è assicurato anche il globo di superG – la doppietta di Kvitfjell ha comunque il sapore di una rivincita silenziosa, di un campione che non ha nessuna intenzione di passare il testimone.
L’altra faccia del weekend: le ragazze volano, Goggia regina
Sullo stesso fronte, le azzurre hanno risposto colpo su colpo. Laura Pirovano, trentina classe 1998, ha vinto la discesa con la lucidità di chi sapeva di giocarsi una Coppa, e l’ha vinta pure quella, portando a casa la prima sfera di cristallo della sua carriera nella specialità. Sofia Goggia, poi, ha fatto altrettanto nel superG: le bastava un piazzamento tra le prime sei per sollevare il trofeo, ma lei ha scelto di vincere, come suo solito, mettendo il sigillo su una stagione in cui ha confermato di essere ancora il punto di riferimento assoluto della velocità femminile. L’Italia, insomma, si è presa la scena in Norvegia con un’autorevolezza che non lascia spazio a interpretazioni.
Con questo successo, Paris sale a quota ventisei vittorie in Coppa del Mondo, consolidando un primato che nel panorama azzurro ha pochi eguali. A Kvitfjell, ancora una volta, ha dimostrato che l’età è solo un numero quando il talento si accompagna a una conoscenza così profonda del terreno da renderlo quasi un’estensione del proprio.




