Dominik Paris, doppietta da leggenda a Kvitfjell: dopo la discesa vince anche il superG con un soffio
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Redazione Sport
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Sembrava già un’impresa, quella di ieri, quando aveva messo il sigillo sulla discesa libera. E invece Dominik Paris, il campione della Val d’Ultimo che a 36 anni continua a scrivere pagine di storia, ha deciso di fare di più: sull’Olympiabakken di Kvitfjell, teatro delle finali di Coppa del Mondo, ha concesso il bis. Un’altra vittoria, la seconda in due giorni, arrivata nel superG con un margine che sottolinea quanto sia sottile il confine tra il trionfo e il quasi trionfo. Il tempo di 1’26”81, infatti, gli è valso il primo posto con un vantaggio di appena sette centesimi sull’austriaco Vincent Kriechmayr, il suo inseguitore più accanito. Una manciata di secondi, nulla più, che ha separato il veterano azzurro dal secondo gradino del podio occupato dall’austriaco. Terzo, a completare un podio a tinte austriache, l’altro connazionale Raphael Haaser, staccato di trentotto centesimi.
Un dominio azzurro senza precedenti in Norvegia
Quella di Paris, per quanto spettacolare, è soltanto l’ultima tessera di un mosaico che racconta di un week-end perfetto per l’Italia. Quattro gare disputate sulla pista norvegese, quattro vittorie: un poker che pochi avrebbero potuto immaginare. A inaugurare la serie ci aveva pensato Laura Pirovano, capace di vincere la discesa libera femminile e di portarsi a casa la Coppa di specialità, un traguardo che nella sua bacheca ancora mancava. Poi è stato il turno di Sofia Goggia, che nel superG ha imitato la compagna di squadra, confermando la propria supremazia nella disciplina e aggiungendo un altro alloro alla propria collezione. E infine, il bis di Paris, arrivato a suggellare una stagione che, per lo sci alpino maschile italiano, assume i contorni di un autentico capolavoro.
L’imbattibilità su una pista amica
Kvitfjell, del resto, è un po’ la seconda casa di Dominik Paris. È qui, su questo tracciato, che lo specialista delle prove veloci ha costruito nel tempo un feeling speciale. L’ottava vittoria in carriera su questa neve – la quinta in discesa e la terza in superG – lo conferma come uno dei dominatori assoluti dell’Olympiabakken. Un legame che si è rafforzato gara dopo gara, trasformando questa località norvegese in un territorio di conquista quasi sistematica. Il successo di oggi, il numero 26 in carriera per il meranese, arriva a distanza di un anno esatto da un’altra doppietta qui, quasi a voler ribadire che per lui il tempo sembra essersi fermato. La sensazione, come ha confessato lui stesso a caldo, era quella di una neve molto mossa, condizioni insidiose che rendevano ogni incertezza dietro l’angolo. E invece, nel momento di spingere, Paris ha trovato la traiettoria perfetta, quella che gli ha permesso di vedere la luce verde al traguardo, un’immagine che ha dovuto verificare due volte, quasi non credesse ai propri occhi.
Le altre prestazioni e il valore dei piazzamenti
A completare il quadro positivo per l’Italia ci hanno pensato gli altri azzurri, tutti capaci di centrare piazzamenti di rilievo in una gara di altissimo livello. Giovanni Franzoni, che sta vivendo una stagione di maturazione importante, ha chiuso in quinta posizione, staccato di 86 centesimi dal capoclassifica. Un risultato che, seppur non gli abbia permesso di agguantare il podio nella classifica di specialità a cui ambiva, certifica la sua crescita costante in un contesto internazionale agguerrito. Più indietro, ma comunque a punti, Mattia Casse ha conquistato la nona piazza, mentre Guglielmo Bosca si è classificato dodicesimo e Christof Innerhofer, il veterano della squadra, ha tagliato il traguardo in diciottesima posizione. Una prestazione corale, quella italiana, che testimonia il momento florido del movimento, capace di esprimere non solo il fuoriclasse di turno, ma anche un gruppo solido e competitivo.




