Dominik Paris si prende anche il superG a Kvitfjell, seconda doppietta consecutiva per il capitano azzurro
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Redazione Sport
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Sembrava già scritto, dopo il trionfo in discesa libera, ma la conferma è arrivata ugualmente sul rettangolo di arrivo della Olympiabakken. Dominik Paris, a quota 26 successi in Coppa del Mondo, ha firmato la sua seconda doppietta consecutiva sulle nevi norvegesi, imponendosi anche nell’ultimo superG stagionale. Il distacco, in questo caso, è stato risicato – soli 7 centesimi – ma sufficiente per tenersi alle spalle un avversario ostico come l’austriaco Vincent Kriechmayr, che della disciplina è uno dei massimi specialisti. Terzo posto per l’altro austriaco Raphael Haaser, staccato di 38 centesimi, mentre il miglior piazzamento tra gli elvetici porta la firma di Alexis Monney, quarto a 66 centesimi dal tempo dell’azzurro.
A Kvitfjell, pista che ormai conosce in ogni singolo passaggio, il veterano altoatesino (classe 1989) ha saputo ripetere la stessa identica sequenza dell’anno precedente, quando già si era preso entrambe le gare veloci in programma. La vittoria di oggi rappresenta la sesta in carriera per Paris in questa specialità, ma è l’ottava in assoluto su questo specifico tracciato, a riprova di un feeling ormai viscerale con la neve norvegese. Un dominio che assume contorni quasi epici se inserito nel contesto del weekend azzurro: considerando i risultati delle compagne, tra Laura Pirovano (discesa) e Sofia Goggia (superG), l’Italia ha infatti collezionato quattro vittorie in altrettante gare, un bottino che difficilmente si era visto in passato.
Franzoni quinto con un pizzico di rammarico, bene il resto del gruppo azzurro
Dietro ai primi tre, la prestazione più convincente tra gli altri italiani è arrivata da Giovanni Franzoni, autore di un quinto posto che lascia però un retrogusto agrodolce. Lo stesso atleta ha ammesso, ai microfoni, di avere “un po’ di amaro in bocca”, consapevole di aver sfiorato per un soffio il podio di specialità che costituiva l’obiettivo principale di questa due giorni. Il suo tempo di 1.27.67 – e la posizione finale – lo hanno relegato al quarto posto nella graduatoria di specialità, un piazzamento che non corrispondeva alle aspettative della vigilia ma che conferma comunque la sua costanza nelle prove veloci.
Non meno rilevanti le prestazioni degli altri componenti del team. Mattia Casse ha chiuso al nono posto con un distacco di 1.42, mantenendo una buona solidità tecnica su un tracciato che richiedeva precisione millimetrica nei tratti più ripidi. Guglielmo Bosca si è classificato dodicesimo, mentre Christof Innerhofer, reduce da una carriera lunghissima, ha portato a casa un diciottesimo posto che arricchisce il computo complessivo dei piazzamenti italiani tra i primi venti. Una prestazione, quella dell’intero movimento maschile, che restituisce l’immagine di una squadra solida, capace di piazzare più uomini nelle posizioni di vertice anche quando il podio sembra appannaggio esclusivo dei due mostri sacri Paris e Kriechmayr.
Un dominio italo-austriaco e il duello al centesimo con Kriechmayr
La gara di oggi ha riproposto, ancora una volta, il duello a distanza tra Dominik Paris e Vincent Kriechmayr, due interpreti della velocità che ormai condividono le scene da un decennio. Il margine di 7 centesimi, certificato dal cronometro, racconta di una sfida equilibratissima: Paris ha costruito il suo vantaggio nella parte centrale del tracciato, mentre l’austriaco ha provato a recuperare nella zona finale senza però riuscire a scalfire la leadership dell’azzurro. Con Raphael Haaser terzo, l’Austria ha comunque piazzato due uomini sul podio, confermando la propria tradizione di eccellenza in superG.
Per Paris, quello di oggi è il 26esimo sigillo in Coppa del Mondo, un bottino che lo colloca tra i più vincenti di sempre nello sci italiano. La vittoria arriva a distanza di un anno esatto dalla precedente doppietta proprio a Kvitfjell, a testimonianza di una continuità di rendimento che il passare degli anni – compirà 37 anni il prossimo 14 aprile – sembra non scalfire. Sulla pista norvegese, dove il sole basso e le ombre allungate rendono spesso insidiose le letture, l’esperienza del campione di Merano ha fatto la differenza, permettendogli di gestire al meglio le variabili ambientali senza mai perdere il riferimento della traiettoria ideale.
Un fine settimana perfetto per la squadra azzurra tra maschile e femminile
Se il risultato di Paris ha catalizzato l’attenzione, il contesto generale parla di un’Italia dello sci che nelle discipline veloci sta vivendo una fase di grazia assoluta. Il bis dell’altoatesino si inserisce in un weekend che, a livello di squadra, ha assunto i contorni della perfezione: sabato erano arrivate le vittorie di Dominik Paris in discesa e di Laura Pirovano tra le donne, oggi si sono ripetuti Sofia Goggia nel superG femminile e nuovamente Paris in quello maschile. Quattro gare, quattro successi tricolori: un dato statistico che non si registrava da molte stagioni.
La manifestazione norvegese, che tradizionalmente chiude la stagione della Coppa del Mondo per le prove veloci, ha quindi regalato all’Italia un’iniezione di fiducia in vista dei prossimi impegni. Per Paris, la doppietta rappresenta anche una sorta di rivalsa personale dopo alcune stagioni segnate da infortuni e altalenanti prestazioni. Ritrovare la continuità su una pista amica come quella di Kvitfjell, dove il pubblico locale riconosce il valore dell’azzurro, è stato il modo migliore per ribadire il proprio status di fuoriclasse assoluto, capace di imporsi in entrambe le discipline regine dello sci alpino.




