Produzione della nuova Jeep Compass riparte a Melfi, mentre Stellantis guarda ai robotaxi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Lo stabilimento Stellantis di Melfi, in Basilicata, ha avviato ufficialmente la produzione della terza generazione della Jeep Compass, un modello, questo, che ha raggiunto a livello globale oltre due milioni e mezzo di vendite e che ha contribuito in maniera decisiva al successo del marchio in Europa e nel mondo. Costruita sulla piattaforma Stla Medium, di cui sfrutta l’architettura all’avanguardia, la nuova vettura unisce, come si legge in una nota dell’azienda, «le migliori capacità della categoria, il design iconico di Jeep, la tecnologia avanzata e la completa libertà di scelta dei propulsori», offrendo ai clienti la possibilità di orientarsi verso tecnologie ibride, più efficienti, o di optare per l’alimentazione completamente elettrica. Una scelta, quest’ultima, che segna un ritorno significativo alle motorizzazioni termiche nello stesso sito dove si produceva la sola DS N°8, un’ammiraglia proposta esclusivamente in versione elettrica.

Un rilancio per l'impianto lucano

Dopo l’uscita di scena della precedente generazione della Compass, nonché di modelli come la Fiat 500X e la Jeep Renegade, l’impianto potentino si trovava a gestire volumi produttivi ridotti, dedicandosi a un’unica vettura di fascia alta. Con il ritorno della Compass, invece, a Melfi si torna a lavorare su un modello dai volumi di produzione ben più consistenti, il che rappresenta una svolta importante per il sito industriale, che riconquista una posizione di rilievo all’interno del panorama manifatturiero europeo di Stellantis. La produzione della nuova generazione del suv, destinata ai mercati globali, è stata accolta come un’iniezione di fiducia per l’intero distretto, come ha sottolineato il presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma, il quale ha parlato di una giornata «molto importante e piena di significato».

La scommessa sulla neutralità tecnologica

La varietà di propulsori disponibili per la nuova Compass, che spaziano dall’ibrido all’elettrico puro, viene indicata come una dimostrazione concreta del principio di neutralità tecnologica, un approccio che non privilegia una singola tecnologia ma che punta a soddisfare le diverse esigenze della clientela. Questo orientamento, del resto, sembra caratterizzare la strategia complessiva del gruppo, il quale, parallelamente al rilancio della produzione automobilistica tradizionale, sta portando avanti progetti all’avanguardia come quello legato ai robotaxi, segno di una volontà di esplorare diverse strade per la mobilità del futuro senza preclusioni di sorta. La nuova Compass, quindi, non è solo il ritorno di un modello di successo, ma anche il simbolo di una fase industriale che cerca di coniugare l’eredità del passato con l’innovazione più spinta.

Melfi come asset strategico

L’avvio della produzione della Compass eleva nuovamente Melfi al rango di asset industriale strategico per Stellantis in Europa, un polo in grado di progettare, sviluppare e costruire un’auto destinata a essere commercializzata in tutto il mondo. La scelta di investire sullo stabilimento lucano per un modello di tali ambizioni globali conferma il valore del sito e delle sue maestranze, gettando al contempo le basi per i futuri sviluppi produttivi annunciati per il 2026. La presenza delle istituzioni locali e rappresentanti del mondo industriale alla cerimonia di avvio della produzione ha sottolineato il peso di questa operazione, il cui impatto va ben oltre i confini dello stabilimento, toccando l’intera economia regionale.

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