Stellantis rilancia Melfi con la nuova Jeep Compass, obiettivo 90 mila unità
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Redazione Economia
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Lo stabilimento Stellantis di Melfi, un sito produttivo che vanta una storia industriale di oltre un trentennio, riaccende i motori della produzione affidandosi a un modello di importanza strategica per i mercati globali. Da qualche giorno, infatti, le linee di assemblaggio lucane hanno avviato ufficialmente la manifattura della terza generazione della Jeep Compass, un Suv che, completamente progettato e sviluppato in Italia, rappresenta un tassello fondamentale per il rilancio del polo industriale. L’automobile, che si appresta a conquistare una fetta significativa del competitivo segmento dei C-Suv, incarna l’evoluzione di un modello di successo che ha contribuito in maniera decisiva all’affermazione del marchio a cinque cerchi nel vecchio continente; un’eredità che la nuova Compass, destinata a essere esportata in tutto il mondo, è chiamata a onorare e a potenziare.
Una piattaforma moderna e una linea flessibile
La vettura, le cui forme sono state disegnate negli studi di Torino, non nasce su una base meccanica di derivazione, ma poggia integralmente sulla piattaforma Stla Medium, un’architettura multienergia del gruppo che ne costituisce l’ossatura tecnologica e che ne definisce le potenzialità. “Nasce su una linea davvero molto flessibile”, ha sottolineato il direttore dello stabilimento, Luigi Barbieri, descrivendo un impianto dove, accanto alle prime Compass, è ancora possibile scorgere le ultime Fiat 500X destinate a una commessa per il Medio Oriente e le Jeep Renegade, che dal 2014 furono le prime a essere prodotte al di fuori degli Stati Uniti. Questa versatilità operativa, che permette di convogliare modelli differenti su uno stesso nastro, è uno dei tratti distintivi di Melfi, un sito che si afferma sempre più come un riferimento europeo per l’innovazione e la capacità di adattamento produttivo.
Le caratteristiche del veicolo e la strategia globale
La nuova Jeep Compass, che con i suoi 4,55 metri di lunghezza si presenta come un’automobile più grande e imponente rispetto al passato, possiede un design iconico del Costruttore e degli interni studiati per offrire versatilità d’uso. Le sue capacità dinamiche, che risultano eccellenti sia sulla strada asfaltata che in condizioni fuoristrada, ne esaltano il carattere e il dna del marchio, promettendo di alzare il livello dell’offerta in un segmento particolarmente affollato. L’investimento su questo modello, che fa di Melfi uno degli asset industriali strategici di Stellantis in Europa, è finalizzato a raggiungere un obiettivo produttivo di 90 mila unità entro il 2026, un traguardo che segnerebbe un ritorno significativo del sito a piena capacità operativa.
Il posizionamento nel panorama Stellantis
L’avvio della produzione della Compass a Melfi non è un evento isolato, ma si inserisce in un più ampio disegno industriale che, come spiegato dall’amministratore delegato Antonio Filosa, vedrà fra un mese l’avvio della produzione della 500 ibrida nello stabilimento di Mirafiori. Questo doppio lancio, che interessa due impianti storici del gruppo in Italia, delinea una strategia chiara che punta a valorizzare le competenze e le infrastrutture nazionali, assegnando a ciascun sito un ruolo preciso e modelli di punta. La nuova Jeep Compass, quindi, non è soltanto l’ammiraglia del marchio in quel particolare stabilimento, ma diventa il simbolo di una rinascita manifatturiera che guarda con concretezza al futuro.




