L’Emilia-Romagna interviene con i droni sulla discarica fantasma di Palazzuolo sul Senio
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Redazione Interno
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L’Arpae, l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna, ha avviato una serie di sopralluoghi nella zona di Castel del Rio, nel Bolognese, per monitorare gli effetti della discarica abbandonata di Palazzuolo sul Senio, riemersa dopo una frana che ha riversato quintali di rifiuti nel torrente Rovigo. Oggi sono stati prelevati campioni d’acqua, mentre la prossima settimana è prevista un’ispezione aerea con l’ausilio di un drone, in coordinamento con Arpa Toscana, per valutare l’entità del danno ambientale.
La discarica, attiva nel 1971 grazie a un accordo tra i Comuni di Firenze e Palazzuolo sul Senio ma mai registrata negli elenchi ufficiali, è rimasta sepolta per oltre cinquant’anni fino a quando, a seguito di un’alluvione, il terreno ha ceduto, trascinando con sé tonnellate di materiali inquinanti. «Dopo 54 anni, quella discarica è ancora “viva”», ha denunciato Renato Dalpozzo, consigliere della Lista civica Cappello, durante un intervento in Consiglio comunale a Imola, dove la questione è stata portata all’attenzione delle istituzioni. I rifiuti, trasportati dalla corrente, hanno raggiunto prima San Pellegrino e poi Coniale, sollevando preoccupazioni per la contaminazione del fiume Santerno.
Hera, il gestore dei servizi ambientali nei comuni toscani coinvolti, ha già installato tre barriere per intercettare i detriti e ne posizionerà altre due a breve, nel tentativo di arginare un disastro che il presidente dell’ordine dei geologi toscani, Riccardo Martelli, ha definito «uno scenario folle». Durante un sopralluogo, Martelli ha parlato di uno «sfregio inammissibile», sottolineando come l’impatto visivo sia solo la punta dell’iceberg di un problema dalle possibili gravi conseguenze ecologiche.




