Il Mit di Boston domina la classifica mondiale, ma l’Italia avanza con Politecnico di Milano e Cattolica
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Redazione Interno
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Nell’ultima edizione del QS World University Rankings, che valuta oltre 1.500 atenei in tutto il mondo, il Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston si conferma ancora una volta al vertice, consolidando il primato delle istituzioni americane ed inglesi. Se da un lato il podio rimane saldamente in mano ai colossi anglofoni, dall’altro l’Italia registra un progresso significativo, con il Politecnico di Milano che, per la prima volta, entra nella top 100 globale, posizionandosi come unico ateneo italiano a raggiungere questo traguardo.
Forte di una tradizione accademica solida, soprattutto nel campo dell’ingegneria, il Politecnico ha scalato la graduatoria grazie a un miglioramento nella reputazione accademica e nella ricerca, due parametri fondamentali per il ranking. Non è l’unico caso di crescita: l’Università Cattolica del Sacro Cuore ha guadagnato diverse posizioni, dimostrando una dinamicità che la colloca tra le realtà più competitive del panorama nazionale.
Anche l’Alma Mater di Bologna, seppure scivolata di qualche posto rispetto all’anno precedente, si mantiene saldamente nella top 150, confermando la sua eccellenza in termini di reputazione e qualità della didattica. "I risultati – si legge in una nota dell’ateneo – ribadiscono la solidità della nostra offerta formativa e della produzione scientifica", elementi che continuano a garantire all’Unibo un ruolo di primo piano a livello internazionale.
Segnali positivi arrivano pure dall’Università di Siena, che per il terzo anno consecutivo migliora la sua posizione, aggiudicandosi il 607° posto e attestandosi al di sopra della media globale. Un balzo di circa 80 posizioni, che testimonia come, nonostante le difficoltà strutturali del sistema universitario italiano, alcuni atenei riescano a distinguersi per competitività e capacità di innovazione.




