Il Politecnico di Milano entra nella top 100 mondiale, un primato mai raggiunto prima
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Redazione Interno
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Per la prima volta nella storia, un ateneo italiano si è guadagnato un posto tra le prime 100 università al mondo. A certificarlo è il QS World University Rankings 2026, che assegna al Politecnico di Milano la 98esima posizione, con un balzo di 17 posizioni rispetto all’anno precedente. Un risultato che, oltre a segnare un traguardo storico per l’istituzione milanese, riflette la crescita di un sistema accademico spesso sottovalutato a livello internazionale.
Il merito di questo avanzamento, come sottolineato dagli analisti di QS Quacquarelli Symonds, risiede nel miglioramento su tutti gli indicatori chiave: dalla qualità della ricerca all’internazionalizzazione, passando per l’impatto delle pubblicazioni scientifiche. "Miglioriamo considerevolmente il posizionamento in importanti categorie", ha dichiarato il rettore Roberto Di Pietra, evidenziando come il traguardo sia frutto di un lavoro costante nella didattica e nell’apertura verso collaborazioni globali.
Non è l’unico ateneo italiano a registrare progressi significativi. L’Università di Siena, ad esempio, ha scalato ben 80 posizioni, mentre Roma Tor Vergata, guidata dal rettore Nathan Levialdi Ghiron, ne ha guadagnate 134 in soli due anni. "Un risultato che lusinga", ha commentato quest’ultimo, attribuendo il successo a un’offerta formativa sempre più orientata alle esigenze del mercato globale e capace di attrarre studenti da ogni parte del mondo.
Se il Politecnico di Milano si conferma dunque come l’eccellenza del Paese, il dato più significativo resta quello della sua entrata in una classifica tradizionalmente dominata da atenei anglosassoni e asiatici. Un segnale che, nonostante le criticità strutturali del sistema universitario italiano, alcune istituzioni riescono a competere a livello internazionale, puntando su innovazione e capacità di attrazione dei migliori talenti.




